giovedì 21 maggio 2020

La trilogia di Carmen Korn, by Fazi Editore


Ciao a tutti! :D

Come va il ritorno alla normalità? ^^
Io in questo mese "ibrido" ho finalmente concluso la lettura di una delle saghe familiari più avvincenti che mi siano capitate sottomano negli ultimi anni: quella di Carmen Korn, portata in Italia da Fazi!



La trilogia inizia con Figlie di una nuova era, che mi ha fatto compagnia l'estate scorsa in spiaggia (nostalgia!). Iniziato per curiosità, non credevo mi prendesse tanto! Ambientato ad Amburgo dgli anni '20 fino all'inizio secondo dopoguerra, segue le vicende di Henny e Kathe, ostetriche in una clinica, di Ida, la viziata figlia di un uomo benestante e della dolce Lina
Migliori amiche ma diversissime tra loro, le quattro donne attraversano il "secolo breve" (per dirlo alla Hobsbawm xD) tra gioie, dolori, amori, separazioni, lotte. Non dovete però pensare che siano le uniche protagoniste delle vicende narrate: intorno a loro ruota infatti un variegato panorama di personaggi: genitori, fidanzati, mariti, altri amici...e sembra davvero di conoscerli tutti intimamente, come fossero anche nostri amici.
Di questo primo romanzo, oltre ai molteplici personaggi, tutti a modo loro unici e speciali, ho amato il focus posto sui civili tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale: è un periodo storico che siamo abituati a leggere dal punto di vista dei campi di battaglia o della persecuzione ai danni degli Ebrei, ma anche quello della resistenza tedesca al Nazismo (che, ricordiamolo, come tutte le dittature aveva anche oppositori interni, e non pochi!)  è un punto di vista interessante da approfondire.

Con il secondo volume, è tempo di ricominciare, che ho iniziato subito dopo il primo perché non sono riuscita a resistere, siamo ormai nel secondo dopoguerra: tempo di rinascita per la Germania e per i protagonisti del romanzo, i cui figli iniziano a crescere, dando vita a una seconda generazione. Incredibile la modernità che si respira tra queste pagine: ho adorato in modo particolare il personaggio di Florentine e la sua evoluzione. Questo volume si ferma alle soglie degli anni '70, alle soglie di nuovi cambiamenti, con un cliffanger non da poco che mi ha fatta spasimare per l'ultimo volume xD

Il terzo e ultimo volume, Aria di novità, arrivato il libreria a inizio marzo giusto in tempo per esservi richiuso due mesi, poveretto (xD), è la degna conclusione del lungo percorso dei protagonisti. Una terza e perfino una quarta generazione prendono per mano il lettore conducendolo attraverso i sanguinosi anni '70 e la fine della Guerra Fredda, per arrivare infine al fatidico 2000
Qui la storia si interrompe e, chiudendo il libro con negli occhi ancora le vivide immagini create dalla penna asciutta e mai noiosa di questa scrittrice, non si può fare a meno di chiedersi cosa abbiano fatto questi nostri cari amici negli ultimi 20 anni e come se la passino ai tempi del coronavirus. 
Magari Carmen Korn un giorno ce lo racconterà, chissà :D 

Mi raccomando, non perdete questa meravigliosa trilogia! Vi assicuro che non potrete non amarla e non appassionarvi alle vicende di queste persone così comuni eppure così speciali. Chi l'ha detto che i tedeschi sono freddi? xD
Un plauso a Fazi Editore per la cura che mette in ogni volume e le splendide copertine, così vivaci e intonate al contenuto *_* Credo che, tutto sommato, il mio preferito sia il secondo volume...ma data la stretta interconnessione tra i tre è difficile non considerarli un'unica opera!

A presto! :*

domenica 10 maggio 2020

Lucy Maud "Montgomery Pack"! :D


Ciao a tutti! ^^

Come procede la fase due? ^^ Più ci rifletto più penso che la sfiga collettiva che ci ha colpiti sia stata orchestrata dai libri non letti che prendono polvere sui nostri scaffali da anni, per cui non fateli arrabbiare ancora di più e approfittate del tempo supplementare ancora trascorso in casa per leggerli, mi raccomando! xD

Intanto io, da brava tentatrice, vi offro nuovi spunti, e oggi in particolare voglio parlarvi di due incantevoli titoli di Caravaggio Editore: recano entrambi la firma della dolcissima Lucy Maud Montgomery e la cura di Enrico de Luca...quindi sono una garanzia xD 
Sto parlando di "La stanza rossa e altre storie di fantasmi" e "Kilmeny del frutteto". Li ho ricevuti insieme in un meraviglioso pacchetto chiamato "Montgomery Pack", un'offerta messa a disposizione un paio di mesi fa dall'editore, che spero vivamente possa essere replicata a vantaggio di chi non sia riuscito ad approfittarne!


Comincio con il dire che la veste grafica di questi due libri è meravigliosa <3
Le illustrazioni, le note...tutto è curato in modo certosino, complimenti vivissimi al curatore Enrico De Luca! Nel pacchetto, oltre ai due romanzi, c'erano un bellissimo segnalibro con una citazione tratta da "Anne of Green Gables"e un lbriccino della stessa autrice contenente il breve scritto "Rilevato dalla macchina fotografica"

Passando al contenuto, il primo dei due che ho letto è "La stanza rossa". 
Si tratta di una raccolta di brevi storie di fantasmi (sei in tutto) che si legge in un'oretta e, come tutte le storie di questo genere scritte da autori vissuti tra '800 e '900, è piuttosto convenzionale e brividi in verità ne dà pochi. Ma ogni racconto è una piccola gemma letteraria, penso soprattutto a "La ragazza al cancello" e "La festa privata a Smoky Island", che sono i miei preferiti. Più che far paura trasmettono ancora una volta la dolcezza e i buoni sentimenti cui questa fantastica autrice ci ha abituati così bene. Insomma, Maud non riesce a fare davvero paura ma scalda il cuore come solo lei sa fare!


Per quanto riguarda "Kilmeny nel frutteto", è un romanzo che mi aveva incuriosita già molti anni fa, al punto che me ne procurai l'ebook in inglese per provare a leggerlo, purtroppo senza successo. 
Si tratta di un romanzo molto più dolce e delicato rispetto alla media dell'autrice (che negli altri suoi lavori ha comunque sempre una sottile vena ironica): il protagonista, un giovane di buona famiglia, si reca in un piccolo paese per sostituire un amico come insegnante alla scuola locale; lì un giorno si imbatte casualmente in una giovane che suona il violino in modo a dir poco celestiale. Scopre poi che si tratta di Kilmeny, fanciulla muta che in paese quasi nessuno conosce, perché la sua famiglia è molto riservata e il suo passato (in particolare la storia della madre) è avvolto in una colpa misteriosa che forse ha segnato la stessa giovane. Ma il ragazzo non si lascia scoraggiare e inizia con la ragazza una tenera amicizia...
Non è il mio preferito di Montgomery, un filino troppo dolce per i miei gusti, ma se cercate un libro che doni incanto e serenità a giorni un po' foschi, questo è quello che fa per voi! <3 

A presto! :*

giovedì 2 aprile 2020

Letture di marzo 2020

Ciao a tutti! :D

Complice un isolamento forzato poco piacevole causa malattia sospetta, marzo è stato un mese ricco di letture, tutte notevoli devo dire.



Ho chiesto in un post sulla pagina facebook quale preferiste veder recensiti, ed eccovi dunque cosa penso dei tre titoli che hanno maggiormente attirato la vostra attenzione :D

1) Resurrezione, di Lev Tolstoj






Tolstoj non ha bisogno di presentazioni! *_* Era da tempo che non leggevo un suo romanzo, sebbene ancora molti manchino all'appello nella mia libreria, e ancora una volta non mi ha delusa.
Resurrezione è un perfetto mix tra i romanzi del periodo "pre-conversione" e quelli "post-conversione": i primi, tra cui possiamo annoverare Anna Karenina e Guerra e pace, sono romanzi-fiume, in cui la pur forte impronta sociale è comunque surclassata dalla trama e dall'evolversi dei personaggi; invece i secondi, tra cui si può annoverare "La sonata a Kreutzer, sono tendenzialmente più brevi, e in essi l'impronta morale sovrasta la trama. 
Resurrezione, pur essendo collocato a livello temporale nel secondo gruppo, è come dicevo un felice connubio tra queste due categorie: si tratta infatti di un romanzo abbastanza corposo, in cui la trama e i personaggi la fanno da padrone, senza mai soccombere alla tuttavia ben presente morale su cui il romanzo è comunque imperniato. 
Come il titolo stesso ci dice, è la storia di una "resurrezione" interiore, ovvero una conversione: quella di Nechljudov, un non più giovanissimo e annoiato principe russo che, durante un processo in cui funge da giurato, si imbatte per caso in una ragazza che aveva sedotto e abbandonato molti anni prima, accusata  e poi condannata ingiustamente per omicidio. Incontrarla suscita nel protagonista ricordi ormai sepolti, e dà inizio a un lungo e sofferto cammino di purificazione che parte dall'idea di salvare quella ragazza e sposarla, per poi allargare ulteriormente i suoi orizzonti.
Un romanzo che è al contempo un vivido affresco della società russa di metà Ottocento e una vera e propria finestra sull'animo umano e i suoi tormenti e dubbi morali, consigliatissimo!

"Se siamo stati mandati qui è per volontà di qualcuno e per qualcosa".

Be', speriamo di scoprire cosa, prima o poi xDD


2) Un'intricata matassa, di Lucy Maud Montgomery


Lucy Maud Montgomery è un'autrice inspiegabilmente poco conosciuta, che io ormai chiamo "la panacea contro tutti i mali dell'esistenza". Solo lei presenta quel mix di spensieratezza venata di malinconia che riflette pienamente il mio stato d'animo perenne xD Ed è perfetta per questo periodo...Infatti i suoi romanzi ci parlano di aria aperta, paesaggi canadesi fiabeschi, incanto e fantasia, ma anche di rigide convenzioni sociali (spesso violate dai protagonisti, a loro rischio e pericolo).
Questo mix è particolarmente evidente in Un'intricata matassa, un tipico romanzo "nomen-omen", dal momento che più intricato non potrebbe essere xD Non ha infatti un vero e proprio protagonista: la vecchia signora che, all'inizio del romanzo, convoca tutti i membri del suo nutrito clan per spiegare a chi andrà in eredità un'antica e inspiegabilmente bramata brocca di famiglia, è infatti solo l'elemento che dà il la alle vicende del romanzo, che coinvolgono invece tutti gli altri membri del clan. E non sono pochi! xD Consiglio caldamente la realizzazione di un albero genealogico durante la lettura, per evitare di perdersi (come ho fatto io) nella moltitudine di personaggi. Ciascuno di loro proverà ad aggiudicarsi l'ambita eredità, e in questo modo molti nodi verranno al pettine, problemi di vecchia data saranno chiariti e altri ne nasceranno...il tutto condito con la spensieratezza e l'ironia tipiche di questa scrittrice, che tuttavia sa anche abilmente affossare molte romantiche illusioni giovanili...attingendo in gran parte alla propria esperienza personale.
Non è il romanzo che ho preferito dell'autrice (Il castello blu, di cui trovate la recensione qui, regna ancora incontrastato), ma si difende bene! :D 

3) La saga di Vigdis, di Sigrid Undset


Il termine saga potrebbe trarre in inganno: esso è infatti di solito associato a vicende molto lunghe e intricate, che hanno magari per protagonisti, soprattutto nel caso di libri nordici, antichi dei e leggende.
Ma non è il caso di questo romanzo che, per tematiche affrontate e caratteristiche dei protagonisti, mi è venuto spontaneo definire "il Cime Tempestose nordico".
La protagonista, la Vigdis del titolo, si innamora di un islandese in visita presso le terre di suo padre, ma lui la violenta. Da allora l'amore si trasforma in odio e insaziabile sete di vendetta.
Ho visto molto di Cime Tempestose in questo strano rapporto di amore-odio che lega i due protagonisti, una vera e proprio ossessione che la lontananza alimenta anziché spegnere, ma lo stile è completamente diverso. Non sono certa che mi piaccia: è essenziale, asciutto, non indugia sulla psicologia dei personaggi ma riesce comunque a tratteggiarla, forse complice la forza primigenia dei sentimenti descritti, che sembra rispecchiare le impervie lande in cui il romanzo è ambientato...luoghi aspri nel paesaggio ma anche nelle usanze, in cui basta pronunciare una parola di troppo per essere uccisi sul posto senza che l'assassino non incorra neanche in un processo xD Il romanzo vanta tuttavia anche una sorprendente modernità, soprattutto nel trattare le conseguenze di una violenza sessuale.
Sigrid Undset, autrice norvegese nata nel 1882 e morta nel 1945, ha vinto il Nobel per la Letteratura nel 1928. Avevo già provato in passato a leggere il suo romanzo più famoso, Kristin figlia di Lavrans, ma non c'ero riuscita proprio perché poco coinvolta dallo stile. Non conoscevo affatto questo libro e devo ringraziare la mia cara amica anobiana Federica se l'ho letto, grazie a una piacevole lettura condivisa! :D

A presto, spero, con le letture di aprile! ^^ (o altri post a sorpresa, chissà xD)

sabato 21 marzo 2020

Handsome, clever and rich - Emma, di Jane Austen


Ciao a tutti :D

Sono tempi duri, ma mi raccomando non lasciamoci abbattere e coccoliamoci il più possibile con ciò che amiamo e che ci fa stare bene! <3

La mia coccola di ieri, con cui ho voluto salutare l'inizio della Primavera, è stata proprio un film molto primaverile, ricco di toni pastello e spazi verdi: "Emma", il nuovissimo adattamento cinematografico del capolavoro di Jane Austen, realizzato dalla regista Autumn de Wilde.
Sarebbe dovuto uscire al cinema, ma per ben noti motivi è stato reso disponibile direttamente in streaming, sulla piattaforma Chili.



Inizio con il dire che Emma è il mio personaggio femminile preferito dell'universo Asteniano. Sì, la preferisco alla deliziosa e universalmente amata Lizzie Bennett, ed è certo un bel risultato per quella che Jane Austen definì l'eroina che nessuno tranne lei avrebbe potuto amare
Ma io ho un debole per le anti-eroine, e trovo che Emma si faccia amare eccome! Peccato che non altrettanto si possa dire del suo romanzo. ^^
Unpopular opinion alert: purtroppo trovo il romanzo estremamente noioso. è l'unico della produzione Austeniana (insieme a Ragione e sentimento) che ho fatto fatica a finire. Ed è davvero un peccato, perché la storia mi piace: solo che la trovo esageratamente lunga e arzigogolata. In fondo è, in sostanza, una commedia degli equivoci, e anche se non sono nessuno per giudicare gli avrei dato una forma leggermente più snella xD
Ad ogni modo proprio perché, nonostante le mie difficoltà con il romanzo, amo la storia narrata e il personaggio di Emma, adoro le trasposizioni in pellicola, e non sapevo cosa pensare di quest'ultima realizzata. Gwyneth Paltrow e Romola Garai sono state due Emma eccellenti: Anya Taylor-Joy sarebbe stata all'altezza?



La risposta è sì. anzi, credo sia diventata la mia Emma preferita *_* Innanzitutto, sembra davvero una ragazza di 21 anni (forse perché ha giusto qualche anno in più) e non una donna fatta. Ad Emma più che ad altre eroine si addice l'aspetto un po' fanciullesco, sia perché tutto quello che fa è abbastanza infantile, sia per rimarcare la differenza d'età con la controparte maschile. Poi perché ha l'aria snob e spocchiosa al punto giusto, quello che non compromette comunque la sua aria un po' innocente. In questo forse le due interpreti precedenti erano un po' carenti: trovavo Romola poco spocchiosa, e Gwyneth troppo xD Ora finalmente si è raggiunto il giusto compromesso. 
Poi certo, non la trovo particolarmente handsome (almeno rispetto alle altre due) ma de gustibus.


Certamente mi è piaciuto meno Mr. Knightley, perché esce un po' fuori dai canoni, forse per adattarsi maggiormente al gusto contemporaneo: innanzitutto, sembra coetaneo di Emma mentre dovrebbe avere tipo 15 anni in più; in secondo luogo, perde il suo impeccabile aplomb e a tratti sembra un ragazzino disperato. Ma mi è piaciuto il focus sul suo punto di vista.

I comprimari mi sono piaciuti tutti, ognuno calzava sul suo ruolo come un guanto! *_*

Mr. Woodhouse come al solito è un personaggio divino, che non amerò mai abbastanza, soprattutto per la sua avversione ai matrimoni xD



Menzione d'onore al rapporto tra Emma e Harriet Smith: mi piace che sia dato spazio alla loro amicizia pura e disinteressata (nei romanzi di Jane Austen c'è molto amore tra sorelle, raramente tra amiche, che anzi spesso si rivelano infide). Bello vedere un sentimento così bello, a cui è dato risalto con deliziosi cammei tra le due ragazze.



Insomma, film consigliatissimo! E se non avete ancora letto il libro, cosa aspettate a farlo? xD Io l'ho letto in Edizione Mondandori, ma stra consiglio quella a cura di Giuseppe Ierolli, studioso di Jane Austen. la trovate qui.

Presto torno con un resoconto delle letture di questo periodo, stay tuned! ^^


sabato 29 febbraio 2020

Letture di gennaio/Febbraio 2020

Ciao a tutti! :D

Siccome non ho abbastanza costanza per fare un resoconto mensile delle mie letture, eccovi quello bimestrale xD
I primi due mesi di quest'anno sfigatello non sono stati male dal punto di vista librereccio (almeno quello xDD), eccovi la classifica :D

1) Leggendo Shakespeare, di Chesterton: 10/10

Un saggio illuminante sul Bardo, scritto da un vero e proprio mostro sacro della saggistica e del paradosso, nonché creatore dell'iconico investigatore Padre Brown. Dopo averlo un po' accantonato per anni sto riscoprendo Shakespeare e un'opera come questa, che analizza una piccola parte della sua produzione in modo intelligente, arguto e mai banale, è stata davvero un ottimo antipasto. Consigliatissimo!


2) Ho un castello nel cuore, di Dodie Smith: 9/10

Ho scoperto questo libro perché da qualche parte ho letto che è uno dei preferiti di J.K.Rowling, nonché scritto dalla stessa autrice di La carica dei 101, quindi che fai, non lo leggi?? xD
Che dire? Amanti di Jane Austen e delle sorelle Bronte, a me! Questo è infatti un raro libro austenian-bronteano: si sente che l'autrice ama sia l'una che le altre, e attinge a piene mani alle suggestioni dei loro romanzi per imbastire un'opera che solo apparentemente ha come target gli adolescenti, mentre per il suo gusto dolceamaro e un certo cinico disincanto può essere apprezzato anche dagli adulti. 
Una famiglia di spiantati con a capo uno scrittore fallito vive in povertà arroccata in un castello da fiaba. La voce narrante, la diciassettenne Cassandra, racconta sotto forma di diario tutto ciò che accade al bizzarro nucleo familiare, la cui tranquilla esistenza sarà sconvolta dall'arrivo dei nuovi proprietari del castello, americani e altrettanto bizzarri.


3) L'arte della gioia, di Goliarda Sapienza: 8/10

Per anni questo libro mi ha chiamata dagli scaffali, ma non avevo il coraggio di acquistarlo perchè qualcosa, nella trama, mi faceva temere che non fosse nelle mie corde: per fortuna poi ho deciso di mettermi alla prova, l'ho adorato! <3 Goliarda Sapienza è un'autrice peculiare, che una certa vena surreale e onirica mi fa accostare, pur con le dovute differenze, ad Anna Maria Ortese. 
Il romanzo è narrato in prima persona da Modesta, ragazza catanese di umilissime origini che, un po' per una serie di fortunate circostanze, un po' grazie al suo acume e all'intelligenza fuori dal comune, riuscirà a compiere una scalata sociale impensabile nella Sicilia della prima metà del '900. 
Libro a dir poco scandaloso per l'epoca in cui fu scritto, non mi meraviglia che sia stato rifiutato da tutte le case editrici, per poi veder la luce postumo solo nel 1998. Lo stile, talora un po'barocco e ridondante ma mai pesante, è pregno di "sicilianità", l'ho adorato! Così come ho amato la protagonista, da qualcuno definita una "Becky Sharp" italiana, che però a mio parere poco o nulla ha della consapevole malizia dell'eroina Thackeriana...per lei migliorare la propria condizione sociale non significa avere più soldi o potere, ma semplicemente conquistare la libertà, soprattutto intellettuale, negata alle classi meno abbienti di inizio '900. Interessanti gli echi del fascismo e della guerra che si avvertono tra una vicenda e l'altra della vita della protagonista.

4) Cronache di Avonlea, di Lucy Maud Montgomery: 7,50/10

Lucy Maud Montgomery è ufficialmente la mia panacea contro tutti i mali dell'esistenza! xD Anche in una raccolta di racconti del tutto indipendenti e slegati dal mondo di Anne Shirley (anche se ambientati nella stessa, meravigliosa cornice di Avonlea) dà il meglio di sé, avvolgendo il lettore in una calda coperta di delizie. Forse è solo un po' troppo fissata con le zitellone pentite, ma deve pur avere qualche difetto, no?! xDD

5) Padri e figli, di Ivan Turgenev: 7/10

L'edizione che ho letto io
Altro romanzo che desideravo leggere da un bel po'! Turgenev, pur essendo stato un bel po' famoso in vita, non gode tuttora della stessa fama dei suoi successori (che pure a lui si sono parzialmente ispirati), cioè Tolstoj e Dostoevskij; e, in effetti, anche se questo romanzo risulta interessante e godibile non posso dire di averlo amato quanto uno qualsiasi dei due "mostri sacri" della Letteratura russa. 
I protagonisti della vicenda sono due giovani amici, che per le loro idee "moderne" e improntate a un nascente nichilismo, si scontrano con la generazione precedente. Il nichilismo qui è solo abbozzato, a favore di un romanzo dai toni tutti sommato intellettuali e spensierati, ben lontani dalla cupezza soffocante di altri romanzi che hanno affrontato il tema, come I demoni di Dostoevskij. Non indimenticabile, ma interessante, soprattutto per la protagonista femminile.


6) Un matrimonio in provincia, di Marchesa Colombi: 6,5/10

Restiamo più o meno nello stesso periodo storico ma lasciamo la Russia per tornare nel Bel Paese, e in particolare a Novara. Qui seguiamo le vicissitudini della giovane Denza, graziosa e pudica quindicenne, che inizia suo malgrado una serie di schermaglie amorose con un ricco ma tutt'altro che grazioso rampollo della città. Romanzo che definirei piuttosto amaro, anche se non privo dell'ironia che contraddistingue la Marchesa Colombi (nome d'arte di Maria Antonietta Torriani), era molto amato da Natalia Ginzburg, che ha scritto la bella prefazione dell'edizione che ho letto io.


7) Il lupo della steppa, di Hermann Hesse: 6,5/10

"Narciso e Boccadoro" è uno dei miei libri preferiti, ma devo dire che nessun altro libro di Hermann Hesse che ho letto è riuscito anche solo lontanamente ad avvicinarsi a quella perfezione. Questo vale anche per Il lupo della steppa, breve romanzo che ha per protagonista un intellettuale disilluso che sente vivere dentro di sé la doppia natura umana e ferina, e fatica ad adattarsi ai dettami della società nonostante l'aiuto di una giovane donna. Contiene passi a dir poco illuminanti che credo mi porterò dentro, ma manca di una trama realmente appassionante e questa è una pecca, per quanto minuscola.

8) Morte di un commesso viaggiatore, di Henry Miller: 6/10

Sto cominciando a esplorare il vastissimo mondo delle opere teatrali, e sono stata incuriosita da questo titolo bizzarro. Non saprei definire quest'opera...una commedia, una tragedia, una tragicommedia? Non fa ridere ma neanche piangere, la storia di questo commesso viaggiatore e dei suoi due figli: piuttosto suscita amarezza mista a tenerezza vedere le sue speranze disilluse e gli errori commessi. Mi chiedo se l'avrei apprezzata di più a teatro...infatti se la lettura di Shakespeare, che ha una certa linearità, risulta comunque un'esperienza letteraria appagante a prescindere dalla rappresentazione teatrale, opere come questa-che spaziano tra passato e presente e godono della suggestione delle luci, delle musiche ecc..- sicuramente traggono maggiore giovamento dall'impatto visivo che hanno sullo spettatore. 

9) Company Parade, di Margaret Storm Jameson: 5/10

Probabilmente la delusione del bimestre! Non che sia un brutto romanzo, eh, altrimenti non lo avrei neanche finito (se qui non mi vedete mai fare recensioni negative è perché, semplicemente, non ho la costanza di arrivare in fondo a un libro che non apprezzo, e non posso recensire ciò che non ho letto integralmente), però mi aspettavo molto di più. La storia all'inizio pare incentrata su Harvey, giovane madre che per mantenere il figlio e il marito ex soldato che fatica a reinserirsi nella società dopo la Prima Guerra Mondiale, va a lavorare in un'agenzia pubblicitaria, dove tuttavia riscuote scarso successo. Ma poi intorno a lei ruotano una molteplicità di personaggi di cui, chissà perché, ho faticato a seguire le vicende, che raccontano tutte in qualche modo le difficoltà del primo dopoguerra e del ritorno alla normalità in Inghilterra. Un mosaico non privo di bei momenti ma poco omogeneo, non credo leggerò gli altri libri della serie (che sono pure un bel po' 11 o 13 se non erro!).

Re e Lear e Macbeth: 


Queste due meravigliose tragedie di Shakespeare sono fuori classifica sia perché sono incommensurabilmente al di sopra di tutto il resto, sia perché sono riletture. Tra le tragedie del Bardo continuo a preferire Amleto, ma devo dire che la rilettura ha giovato a queste due e in particolare a Macbeth, dotato di forza visionaria e ambientazione incantevole (le mie amate Highlands scozzesi <3 )






lunedì 27 gennaio 2020

Ciak si legge: trasposizioni cinematografiche di bei libri

Ciao a tutti! :D

Ultimamente mi sono capitati sotto gli occhi diversi film e serie tv tratti da libri, per questo ho pensato di parlarvene in modo da segnalarli a chi tra voi potesse essere interessato a recuperarli :D



KING LEAR


Film del 2018, vanta un cast di tutto rispetto capitanato da un sempre magnifico Anthony Hopkins e dalla divina Emma Thompson (<3), nonché da colei che per me è il nuovo astro nascente del Cinema, ovvero Florence Pugh, quest'anno candidata all'Oscar! Disponibile non so perchè solo in lingua originale sulla piattaforma americana di Amazon Prime, è possibile comunque trovarlo sottotitolato in italiano. Io sono di parte perchè adoro Shakespeare, ma trovo questo film imperdibile per forza e originalità: infatti la vicenda, pur conservando tutti i tratti del dramma Shakespeariano (incluse le battute dei personaggi) è ambientato in epoca moderna, e dà vita a un mix intrigante di antico e nuovo. Mi ha fatto venire voglia di rileggere Re Lear in una traduzione migliore, in quanto la mia edizione lascia parecchio a desiderare...vi consiglio, come per tutto di Shakespeare, le versioni a cura di Agostino Lombardo pubblicate da Feltrinelli (se ne prendete due potrete avere anche un caldo plaid in omaggio, e tra quelli tra cui scegliere c'è anche quello dedicato a un'altra opera del Bardo, Macbeth ^^

PICCOLE DONNE


Candidato agli Oscar 2020 come miglior film, non mi attirava tantissimo quando seppi della sua uscita...pensai: "ecco l'ennesima trasposizione di Piccole Donne di cui non si sentiva il bisogno, per l'amor del Cielo che qualcuno pensi a Piccoli Uomini!" (con il tono da anziana zitella disperata xD). E invece mi sono dovuta ricredere! *_* Candidatura agli Oscar meritatissima sia per il film sia per due delle sue protagoniste, Soairse Ronan (che interpreta Jo March) e la già nominata Florence Pugh (Amy March). Molti dicono che questa versione sia troppo incentrata su Jo, ma io non sono d'accordo: Jo, in quanto alter-ego dell'autrice (cosa che in questo film appare ancora più evidente) giocoforza buca lo schermo, ma trovo che, a differenza di quanto avvenuto in altre trasposizioni, anche le altre sorelle abbiano avuto il loro giusto spazio e si siano fatte conoscere meglio, soprattutto Amy (che finalmente ha una sua personalità e non è solo "la seconda scelta") ma anche Meg (che emerge in tutto il suo lato più frivolo) e Beth, non più pallido fantasma al pianoforte ma presenza viva e allegra. Menzione particolare anche per il versatile Thimotee Chalamet, un Laurie giustamente fanciullesco e immaturo. Il finale poi è la ciliegina sulla torta e strizza indubbiamente l'occhio ai fan più genuini della scrittrice, che conoscono almeno un po' la sua vita e le vicende editoriali che hanno portato alla nascita di questo capolavoro senza tempo. Ecco, se proprio devo trovare un difetto a questa pellicola è la scarsa fruibilità da parte di chi non conosca bene il romanzo e la sua autrice. 
In attesa che qualcuno si degni di portare sullo schermo anche quelli che, a mio parere, sono i libri migliori della Alcott, ovvero Piccoli Uomini e I ragazzi di Jo, consoliamoci leggendo (o rileggendo) la quadrilogia in una delle due belle edizioni integrali disponibili in italiano: quella della collana Oscar Mondadori Vault, irresistibile edizione illustrata dalla copertina appariscente, forse poco pratica per la mole e la struttura su doppia colonna della pagina, e quella Einaudi!


DRACULA

Dracula è un romanzo molto incompreso. Innanzitutto perché, come accade nel caso di tanti romanzi in cui la leggenda ha superato il testo vero e proprio, molti non lo leggono e pensano che la storia che contiene sia, per esempio, quella illustrata in quell'obbrobrio del film di Coppola che si fregia ingiustamente del titolo di "Dracula di Bram Stoker". Ma di Bram Stoker cosa?? xD Il povero Bram rabbrividirebbe nel vedere come colui che dovrebbe essere l'incarnazione del Male allo stato pur sia diventato, in quel film, l'ennesimo ragazzetto innamorato. Ma vabbe' sorvoliamo: a me non è che non sia piaciuto, solo che non è il Dracula di Bram Stoker, che è un romanzo geniale e a tratti mistico.
Il vero Dracula, paradossalmente, l'ho ritrovato molto di più nella miniserie proposta da Netflix, che nelle vicende ha davvero poco di fedele al romanzo, ma a mio parere ne sposa lo spirito più profondo. Una serie intelligente, ben scritta, godibilissima e a tratti geniale. A molti la terza e ultima puntata ha fatto storcere un po' il naso, invece io ho trovato tutto perfetto...l'unico difetto forse è la breve durata,:qualche puntata in più non mi sarebbe dispiaciuta, anche se forse avrebbe tolto alla storia un po' di mordente.
Per quanto riguarda il romanzo, ritengo imprescindibile l'edizione Oscar Mondadori Vault, che mi sembra la migliore attualmente in commercio, dato che coniuga un'ottima traduzione con una veste grafica accattivante e contenuti speciali. Sarà mia, visto che ho letto il romanzo in un'edizione piuttosto vecchiotta e trascurata :D 


MARTIN EDEN


La storia del rozzo marinaio che prova ad acculturarsi per amore (aprendo poi gli occhi su se stesso e la realtà in cui vive), narrataci da Jack London, resterebbe una delle mie preferite anche se fosse ambientata su un altro pianeta e il protagonista avesse tre teste, ragion per cui non mi è dispiaciuto questo Martin in versione napoletana e socialista! :D Ok, il nome del protagonista stride un po' con l'ambientazione (anche perché i nomi di tutti gli altri sono stati modificati), ma immagino che se il film si fosse intitolato Martino Paradiso avrebbe perso un bel po' di fascino xD
Mi raccomando guardatelo, ma leggete prima il libro: è un pugno nello stomaco, e poi potrete trovare consolazione nella visione di questa bella trasposizione e in particolare nella delicata poesia con cui viene mostrato il finale, unica parte dell'opera che non ho digerito e che mi ha urtata al punto da vendere la mia copia del libro dopo averlo letto (a proposito, me lo devo ricomprare xD).
Ma d'altronde se un libro non ci scuote e colpisce tanto nel profondo forse non ha neppure senso averlo letto.


JOJO RABBIT

Avevo molte aspettative su questo film: il mix di ironia e dramma preannunciato dal trailer evocava nella mia mente i fasti ventennali di La vita e bella, e devo dire che non ne sono rimasta delusa, anzi: è un film davvero delizioso, che fa ridere e commuove. Però qualcosa non mi ha convinta del tutto. Forse commedia e dramma andavano calibrate meglio, fatto sta che, pur essendo anche questo film candidato all'Oscar, non credo possa vincerlo. Il libro da cui è tratto, scritto da Christine Leunens e attualmente in libreria con il titolo "Il cielo in gabbia", l'ho abbandonato dopo pochi capitoli. Non ha nulla a che vedere con il film (innanzitutto il protagonista non è un bambino ma un adolescente, e ciò che nel film accade solo alla fine qui è la colonna portante della vicenda), e lo trovo sinceramente scritto male.







lunedì 30 dicembre 2019

Best in the Moors 2019 Edition: 1° posto

Ciao a tutti! :D

Siamo arrivati anche quest'anno alla fine della classifica Best in the Moors! Ho finito un giorno prima degli altri anni (devo aver calcolato male i tempi, ma farò finta di averlo fatto apposta e domani mi presenterò anche un libro jolly, ultimato in questi giorni, che non può assolutamente mancare in classifica xD)

Il podio di libro migliore del 2019 va a ….(rullo di tamburi)…

"Nascita e morte della massaia", di Paola Masino!


Ho scoperto questo libro praticamente per caso, quando in libreria a novembre ho visto questa magnetica copertina (che raffigura la stessa autrice del libro) *_*
La storia di questo romanzo è molto controversa: avrebbe dovuto essere pubblicato nel 1939, ma il regime fascista disapprovò l'immagine di donna presente tra le pagine e diede l'ok alla pubblicazione soltanto a seguito della rimozione di tutti i riferimenti all'Italia. Tuttavia durante la Seconda guerra mondiale una bomba colpì la tipografia che stava mandando in stampa il volume, che pertanto vide la luce soltanto nel 1945, dopo che Paola Masino lo ebbe rielaborato e parzialmente restituito alla sua forma pre-censura. Il risultato è un romanzo a dir poco singolare, in cui i riferimenti all'Italia di quegli anni non sono palesi ma comunque sfacciatamente presenti ^^

Si tratta della storia di una donna senza nome, che seguiamo (come il titolo fa intuire) dall'inizio alla fine della sua vita. Detto così sembra di una banalità sconcertante, e invece nulla potrebbe essere più lontano di questo romanzo dal banale o dall'ordinario: infatti la donna in questione trascorre la propria infanzia stesa in un baule e coperta di ragnatele, nutrendosi di croste di pane in compagnia dei ragni! xD Come avrete capito l'intero tono della storia è surreale, intenso e metaforico. Si alternano diversi registri linguistici: da quello tragico, a quello divertente, a quello romantico...ci sono perfino dei pezzi scritti sotto forma di opera teatrale, nonché numerose riflessioni spirituali e filosofiche di rara intensità.
Paola Masino imbastisce una critica feroce al ruolo imposto alle donne della sua epoca, e lo fa con un'inventiva davvero fuori dal comune e una vena quasi "fantasy", tutti davvero insoliti per una scrittrice italiana (soprattutto in quegli anni!).
Il romanzo non fu molto capito e apprezzato all'epoca e spero sinceramente che possa ricevere oggi (in un'epoca che, forse più di quella del secondo dopoguerra, può comprenderne lo spirito) la comprensione e il plauso che merita <3 

Spero di avervi fornito qualche spunto interessante per le vostre letture del 2020! ^^ 
Colgo l'occasione per augurarvi un nuovo anno ricco di belle avventure, librose e non! Auguri <3