mercoledì 30 giugno 2021

Letture di maggio e giugno 2021

 Ciao! :D 

Ecco l'ormai abbastanza consueto recap di letture, diventato sempre più spesso bimestrale perché non leggo tantissimo ultimamente (e temo che il fenomeno peggiori ulteriormente nella seconda parte dell'anno, ma speriamo bene ^^').

Bando alle ciance: ecco cosa ho letto tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate, in ordine sparso:

 1) Piccoli piaceri, di Claire Chambers




Questo romanzo pubblicato da Neri Pozza proprio il mese scorso mi ha letteralmente stalkerata: non potevo fare un giro in libreria senza vederlo, né aprire facebook senza ritrovarmi un post pubblicitario che lo riguardasse. alla fine ho capito che mi stava chiamando, mi sono arresa e l'ho comprato, per poi iniziarlo subito.

Be', è stato amore.

In un periodo di letture belle ma che spesso procedono a rilento, questo è stato il page turner di cui avevo bisogno. Infatti, sebbene non sia propriamente breve, l'ho divorato in due giorni senza riuscire a staccarmene! La protagonista è una donna di circa 40 anni che lavora come giornalista ed è piuttosto insoddisfatta della sua vita, fatta solo di piaceri piccoli e innocui. Siamo negli anni '60, e le prime sperimentazioni genetiche iniziano a far parlare di sé: c'è perfino chi asserisce che le donne possano riprodursi da sole per partenogenesi. Ed ecco che una donna scrive al giornale asserendo di essere rimasta incinta proprio in questo modo dieci anni prima, quando era ricoverata in una clinica. La protagonista, per far luce sulla vicenda, si avvicinerà a questa donna e alla sua famiglia con risvolti quantomeno inattesi. Si legge come un thriller ma è ricco di riflessioni interessanti sulla vita e l'amore. Davvero molto bello.


2) Festa mobile, di Ernest Hemingway



Per iniziare a conoscere questo prolifico e celebre autore americano, che ancora non avevo mai letto, ho scelto apposta il suo romanzo più autobiografico, quello che tra l'altro ha ispirato un film che ho apprezzato molto, Midnight in Paris di Woody Allen. E non sono rimasta delusa: il romanzo vibra dell'intensa vita letteraria parigina di inizio '900 e tra le sue pagine si affacciano con naturalezza personalità del calibro di Francis Scott Fitzgerald e consorte, Gertrud Stein e lo stesso Hemingway. Molto interessanti anche le versioni alternative di alcuni capitoli, che si trovano alla fine del libro e ci fanno entrare nella testa dello scrittore e comprendere un po' meglio le sue scelte stilistiche. Consigliato.

3) "Gilead" e "Casa", di Marilynne Robinson



Avevo da sempre un certo timore nell'avvicinarmi a questa scrittrice che mi sembrava, chissà perché, troppo complessa...forse perché leggo poco gli scrittori americani, e molti di loro mi sembrano un po'ostici. Invece Robinson mi ha conquistata! Gilead è il primo romanzo, in ordine di pubblicazione, di una trilogia ambientata interamente negli anni '60 nella stessa cittadina dell'Iowa: Gilead, appunto. Il protagonista è un pastore protestante, John Amesche, sposatosi e diventato padre già in tarda età, sa che non vedrà crescere suo figlio e gli scrive per questo una lunga lettera in cui gli apre il suo cuore, raccontando sia episodi del passato legati alla sua vita e a quella di suo padre e di suo nonno, sia ciò che accade nel presente. Credo di aver letto di rado parole più belle sulla fede e l'amore, adoro <3 Se una scrittrice riesce a convincerti di essere un pastore protestante di 70 anni vuol dire che ci sa fare davvero xD Attraverso le parole vibranti del pastore Ames questa piccola e sonnacchiosa cittadina brulica di vita, e una volta chiuso il libro mi mancava così tanto quel luogo che mi sono fiondata sul secondo volume, "Casa". Quest'ultimo segue le stesse vicende del primo libro ma dal punto di vista di una vicina di casa del pastore Ames, Glory Boughton, che ci racconta passo dopo passo la vita dissoluta di uno dei suoi fratelli, Jack, che a Gilead si è sempre sentito fuori posto. Il secondo volume non ha la stessa forza dirompente del primo ma l'ho apprezzato comunque, e non vedo l'ora di terminare la trilogia! 



4) "La notte si avvicina", di Loredana Lipperini



Oh lettori tremate, le streghe son tornate! 

Eh sì: questo romanzo di Lipperini, che è stato anche tra i 12 finalisti al Premio Strega 2021, infatti parla di streghe. Ma non immaginate subito un rogo approntato dall'Inquisizione nel 1600: il romanzo è ambientato nel 2008, in Italia, durante un'immaginaria epidemia di peste che colpisce all'improvviso un piccolo paesino di provincia, e le streghe di cui si parla non sono certo fattucchiere a cavallo di una scopa, anche se qualcuna un po' ci si avvicina. Non c'è un vero e proprio protagonista perché la narrazione è corale e ci permette di seguire le vicende di più donne che, per un motivo o per un altro, vedranno le loro vite sconvolte da circostanze di cui la peste non sarà che il culmine catartico. Gotico, originale (soprattutto nel panorama editoriale nostrano contemporaneo), con covid vibes ma non troppo visto che è stato scritto prima della pandemia, lo consiglio a occhi chiusi se avete voglia di una storia intensa, che parla di donne in modo interessante e per niente banale.


5) "Klara e il sole" di Kazuo Ishiguro e "Vie di fuga" di Naomi Ishiguro 




Negli ultimi due mesi ho letto anche ben due romanzi di casa Ishiguro: l'ultimo scritto da Ishiguro padre (nonché il primo pubblicato dopo il Nobel per la Letteratura, che gli è stato conferito nel 2017), una sorta di distopico futurista, e la prima opera scritta dalla figlia  ovvero una raccolta di racconti dal tono sognante e surreale.

Mi sono piaciuti entrambi allo stesso modo e ci ho trovato numerosi punti di contatto. Il romanzo di Ishiguro padre ci riporta alle atmosfera di un film che amavo molto da bambina, L'uomo bicentenario, con il compianto Robin Williams: abbiamo infatti per protagonista un'intelligenza artificiale che ha le fattezze di una bambola di nome Klara e viene acquistata da una ragazzina con problemi di salute di nome Josie. Klara e Josie provano istintiva simpatia l'una per l'altra e diventano insperabili, ma sulle due e su tutta la famiglia incombe lo spettro della malattia: riuscirà Josie a guarire grazie al benefico influsso del sole, come la dolce Klara sembra credere con tutte le sue forze?

Un romanzo sulla fede, la speranza e l'amore che mi ha confermato il talento immane di uno scrittore che ho già apprezzato tanto con Quel che resta del giorno.

Direi che tale padre tale figlia, visto che la raccolta di racconti di Naomi, "Vie di fuga" non mi è affatto dispiaciuta! Come suggerisce il titolo, i protagonisti di questi racconti cercano in qualche modo di sfuggire alla realtà e alle sue regole stringenti. Ammetto, tuttavia, che a distanza di un solo mese ho già dimenticato quasi tutti i racconti a parte il primo, che è di gran lunga il più bello e particolare. Anche questo ha per protagonista un bambino: che sia un caso? xD 


A presto :*

4 commenti:

  1. Ciao! Ho sentito parlare tanto del romanzo di Loredana Lipperini ma non l'ho ancora letto... non conosco gli altri, invece! :-)

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    1. Ciao! Mi è piaciuto molto perché si discosta dai soliti romanzi italiani, che a volte ruotano tutti più o meno intorno alle stesse tematiche. È originale e interessante :D Gli altri pure sono stupendi, sono stati due mesi di belle letture *_*

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  2. Mi ispirano tutti :-D In particolare la Lipperini, la Robinson e il nuovissimo Piccoli piaceri

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    1. Sono tutti bellissimi, vai sul sicuro qualunque tu scelga *_*

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