lunedì 30 novembre 2020

L'architettrice, di Melania Mazzucco

 Buongiorno a tutti :D 


Oggi vi parlo di un romanzo storico che mi ha conquistata: L'architettrice, di Melania Mazzucco, edito da Einaudi nel 2019.

Ho comprato e iniziato a leggere questo libro nei primi mesi del 2020: ma poi, complici le varie vicissitudini del periodo (incluso un trasloco quasi inaspettato xD), sono riuscita a riprenderlo solo questo mese, per poi finirlo tutto d'un fiato! 




Premetto che è il primo romanzo di Mazzucco che leggo (anche se mi sono già procurata La lunga attesa dell'angelo e Vita, che mi stanno aspettando nella casa di Napoli *_*), quindi non posso fare confronti con altre sue opere, ma lo stile di quest'autrice mi ha sorpresa a dir poco. Infatti, sebbene l'Architettrice sia un romanzo storico contemporaneo, sembra un'opera più antica, per il linguaggio elegante e arcaico che lo permea con una naturalezza incredibile, senza privarlo di passione e fluidità (più di 500 pagine e non sentirle *_*). Risulta insolita e all'inizio potrebbe disorientare un po' l'assenza di virgolette introduttive nel discorso diretto ma poi, una volta compreso il meccanismo, non ci si fa quasi più caso. 

La scelta del soggetto è indubbiamente peculiare: "l'architettrice" e pittrice protagonista, Plautilla Bricci, non è infatti un nome noto della Storia dell'Arte, e i motivi sono spiegati nel romanzo stesso: all'epoca il posto delle donne, anche quando talentuose, era nell'ombra, e venire alla luce non era purtroppo positivo perché avveniva di solito a seguito di qualche scandalo che ogni donna "dabbene" cercava accuratamente di evitare. Questo è accaduto anche a Plautilla, rimasta così in ombra che ci sono voluti secoli per capire che numerose opere d'arte sparse per tutta Roma  e spesso finite sotto il nome di altri (inclusa una splendida villa soprannominata "Il vascello" e quasi del tutto distrutta durante i moti che condussero all'Unità d'Italia) fossero, in realtà, sue.

Mazzucco fa parlare l'artista in prima persona e dipana sotto gli occhi del lettore tutta la vita di Plautilla, dalla prima infanzia alla vecchiaia e oltre, verso la vita immortale che tutti gli artisti di talento riescono sempre a conquistarsi. Il romanzo, in parte ambientato anche durante le battaglie verificatesi a Roma prima dell'Unità d'Italia, talora si arena e sembra farsi un po' ripetitivo, ma credo che tutto sia funzionale all'immersione completa e totale nella vita di una persona: le vite non sono certo sempre fatte di eventi significativi ed emozionanti, quando sei una donna del '600 poi... xD Numerosi i passi degni di nota e caratterizzati da uno spiccato lirismo: a tratti avrei sottolineato tutto il libro! Quando parla della peste che ha colpito Roma in quegli anni poi è davvero da brividi, per le similitudini con il momento che stiamo vivendo.

"Ci criticheranno. Rideranno di te e di me. Ma chi guarda le nuvole non miete. Tutte le cose grandi sembrano impossibili a chi delle cose grandi non è capace. E dopo che l'eco delle risate si sarà spento, la cappella sarà ancora lì".

"La peste non ci rendeva uguali, e anzi evidenziava le differenze-di classe e di sesso. Ma nello stesso tempo apriva spazi impensabili di libertà a chi era disposto a correre il rischio. Sono stata una di quelli. Non avevo paura di morire, ma di non aver vissuto".

"La peste ci trascinava in una terra incognita: era come se avessimo varcato la frontiera di un Paese straniero, nel quale le regole di sempre non valevano più. Prima di colpirci, di sfigurarci e di annientarci, la peste ci strappava le sicurezze. l'identità, il dovere. E però, in un certo senso, ci liberava di noi stessi. [...] Avrebbe liberato anche me".


Mi fermo qui altrimenti dovrei riportarvi mezzo libro xD Lo avete letto, lo leggerete?

Titolo: L'architettrice
Autrice: Melania Mazzucco
Casa editrice: Einaudi (un plauso alle sue edizioni cartonate: in un mondo di brossure di scarsa qualità a 20 euro, mantiene alta la bandiera con le sue edizioni curatissime, chapeau).
N. pagine: 568
Prezzo: 22 euro (ma attualmente in sconto 15% su molti store! Per il black friday forse, o perché è un libro uscito da più di sei mesi e il tetto del 5% non vale, non so ^^)

domenica 8 novembre 2020

Caro nemico, di Jean Webster

 Ciao a tutti! :D

Oggi vi parlo di un romanzo di cui, in questo periodo pesante un po' per tutti, sentivo davvero il bisogno: ovvero Caro nemico di Jean Webster, riportato in Italia dopo anni di assenza da Caravaggio Editore. Si tratta del sequel del ben più celebre romanzo dell'autrice, Papà Gambalunga. Chi non conosce la storia dell'orfana Judy, a cui un misterioso tutore paga gli studi in un prestigioso collegio femminile? Se non avete letto il romanzo avrete certamente visto il cartone animato o il film, ma se così non dovesse essere vi invito a recuperare questa storia, in qualsiasi formato la preferiate (anche se io consiglio il libro), perché ne vale davvero la pena! è uno di quei libri che, con dolcezza e leggerezza, sanno parlare anche di temi molto importanti.

Io l'ho letto in ebook anni fa, e poi mi sono procurata in cartaceo la bellissima edizione di Caravaggio Editore, finalmente più "adulta" e perfino annotata. 

Eccoli finalmente insieme :D 


Qualora poi voleste saperne di più sull'autrice vi rimando alla bellissima biografia di Sara Staffolani edita da Flower-ed, "C'è sempre il sole dietro le nuvole"

Ma oggi sono qui per parlarvi del seguito di questa storia, appunto "Caro nemico". Se non avete letto il primo romanzo, ma soprattutto se siete totalmente a digiuno della storia di Judy, fermatevi qui per non rovinarvi la sorpresa xD

Sono trascorsi alcuni anni dal matrimonio di Jervis e Judy, che adesso girano felicemente il mondo insieme grazie agli affari di Jervis e hanno una splendida figlioletta (awww ^^). Ma il romanzo non parla di loro: ricordate Sally McBride, la compagna di scuola di Judy il cui fratello, Jimmy, era stato rivale in amore di Jervis? Ebbene, stavolta è lei a scrivere le lettere che compongono il romanzo. La direttrice dell'orfanatrofio in cui è cresciuta Judy non c'è più e la nostra simpatica ex orfana è riuscita a convincere l'amica a prenderne provvisoriamente il posto. All'inizio Sally è stranita e preoccupata: nel collegio prestigioso in cui è cresciuta non le hanno certo insegnato come si badi a un centinaio di orfanelli, e non vede l'ora di mollare quello sgradito incarico a qualcun altro. Tanto più che un politico la corteggia ed è in procinto di chiederla in sposa. Ma piano piano le (dis)avventure dell'orfanatrofio iniziano a coinvolgerla sempre più, complici anche le divertenti schermaglie con un medico scozzese tutt'altro che malleabile..



Caro nemico è un romanzo epistolare davvero piacevole, che riconcilia con il mondo. All'inizio la voce di Sally mi sembrava troppo simile a quella di Judy nel primo romanzo (e forse un pochino lo è...credo che l'autrice metta molto di sé in entrambe le ragazze, e si sente), ma poi sono stata risucchiata anch'io, come lei, nel vortice dell'orfanatrofio e non me ne sono più curata xD Certe tematiche di denuncia sociale per fortuna non sono più attuali, così come la pratica di dar via i bambini a chiunque li chiedesse, come gattini (mentre oggi non lo si fa neanche più con i gatti, direi xD). Ma tanto altro, come le frecciatine femministe e i numerosi momenti di ilarità, risulta ancora perfettamente godibile. Non si tratta di un capolavoro della Letteratura, ma se sentite il bisogno di sognare un po' ad occhi aperti pur restando ancorati con i piedi per terra, date una possibilità a questa bravissima autrice <3 

L'edizione Caravaggio contiene i disegni originali dell'autrice ed è annotata, come il il primo volume ^^


A presto :*

martedì 29 settembre 2020

Un'incredibile luna di miele, di Edith Nesbit

 Ciao a tutti! :D

Con l'ormai solito, tremendo ritardo vengo a recensirvi un libro che ho letteralmente "bevuto" in una sola, calda giornata di fine agosto (che con questo freddino sembra davvero mooolto lontana xD): "Un'incredibile luna di miele", di Edith Nesbit, pubblicato da Elliot Edizioni!



Ho conosciuto Edith Nesbit anni fa, quando ho letto alcune sue fiabe presenti in una raccolta di fiabe femministe dell'Ottocento inglese, e ho subito intuito che fosse una scrittrice nelle mie corde. Questo è il secondo suo romanzo che Elliot pubblica in italiano dopo "Il gioco", che purtroppo non ho ancora letto, e la trama mi ha folgorata appena l'ho letta!

Il protagonista, Edward, è un ingegnere che, diventato improvvisamente ricchissimo, lascia tutto per andarsene in giro per il mondo. Nel corso del suo vagabondare senza meta si imbatte in una giovane ragazza di buona famiglia che, spinta da un istinto irresistibile, decide di seguirlo nel suo vagabondare. Inizia allora per i due ragazzi, palesemente attratti l'uno dall'altra ma incapaci di confessarlo, una serie di rocambolesche avventure che presentano un interrogativo di fondo: alla fine i due vagabondi che si spacciano per fratello e sorella si sposeranno o no?

Una vera e propria favola, dolce, pura e, a dispetto della sua semplicità, mai banale, soprattutto in una descrizione paritaria del rapporto tra i due che non era affatto scontata nell'epoca in cui il libro è stato scritto e pubblicato, cioè il 1916. Lo consiglio per un rilassante pomeriggio di lettura con tisanina e biscotti! :D 

giovedì 30 luglio 2020

Letture di giugno/luglio 2020

Ciao a tutti! :D

Vi scrivo da Bologna, mia nuova dimora dopo l'a dir poco precipitosa partenza da Bergamo (trasferimento lavorativo programmato da inizio anno e solo "leggermente" modificato dalla situazione mondiale contingente ^^').
Finalmente, dopo essermi più o meno sistemata e aver ripreso a leggere in modo più assiduo dopo il trasloco, eccomi con il resoconto delle letture di questi due primi mesi estivi :D 




1) Guerra e pace, di Lev Tolstoj



Al primo posto non potrebbe non esservi quello che è considerato all'unanimità il capolavoro di Tolstoj, e che solo una pandemia poteva convincermi a leggere dopo ben due abbandoni negli anni scorsi (dovuti più alla refrattarietà ai mattoni che mi aveva colta negli ultimi anni che all'interesse, sempre molto alto, da me nutrito per l'opera in sé). Che dire? è l'immenso. Un'opera-mondo, imprescindibile nella "carriera" di ogni lettore ma al contempo per nulla ostica, anzi...sembra, consentitemi l'espressione, di leggere un film xD Ho adorato i personaggi immaginari di Pierre e Natasha, ma anche alcuni realmente esistiti come il generale Kutuzov mi hanno interessata e a tratti commossa. Non ho le competenze necessarie a farne una recensione degna per cui mi asterrò, ma sarà sicuramente uno dei best of the year 2020, non c'è gara! Non dimenticate di guardare anche la bellissima versione BBC del 2016, con una divina Lily James.

2) Fosca, di Igino Ugo Tarchetti


Un romanzo di cui conservavo vaghe reminiscenze scolastiche, e che ho comprato e letto solo per curiosità, si è rivelato una piacevolissima scoperta! Tarchetti, esponente del movimento letterario italiano della "scapigliatura" e morto a soli 30 anni di tifo, ha costruito un romanzo romantico (nel senso puramente ottocentesco del termine), un pizzico gotico, molto morboso senza essere mai disturbante e secondo me modernissimo nel trattare qualcosa di poco discusso ma secondo me molto diffuso: la violenza psicologica (e, a tratti, perfino fisica) perpetrata da una donna su un uomo
Il protagonista, che narra la sua storia in prima persona, è innamorato della bella Clara: l'amore tra i due, accresciuto dalla segretezza e dalla rarità degli incontri (Clara è, purtroppo, già sposata), si rivela, a dispetto dell'adulterio, un amore felice, luminoso, sereno. Di contro quando, per motivi di lavoro, il protagonista va a vivere in una piccola cittadina lombarda, a casa di un suo collega conosce la di lui cugina Fosca: donna di incredibile bruttezza, che si innamora di lui e inizia letteralmente a perseguitarlo, causandogli una vera e propria discesa verso la follia. 
Romanzo godibilissimo che non ha risentito affatto del trascorrere del tempo, basta abituarsi un attimo alla prosa italiana ottocentesca ed ecco che si viene letteralmente stregati *_*

3) Il museo del mondo, di Melania Mazzucco



Primo libro che leggo di quest'autrice italiana molto discreta ma secondo me incredibilmente intelligente e talentuosa, dai molteplici interessi! Ho già sul comodino (letteralmente) il suo L'architettrice, che sarà il primo ma non certamente l'ultimo dei suoi romanzi che leggerò.
Questo di cui sto per parlarvi infatti non è un romanzo, bensì una raccolta di opere d'arte amate e ben studiate dall'autrice, che le ha raccolte in questo volume seguendo un proprio personale estro creativo (senza alcun ordine spazio-temporale). Le opere spaziano da quelle più antiche alle contemporanee, e vi si trovano sia ben noti capolavori che opere minori di artisti famosissimi (nella sterminata produzione di Van Gogh, per esempio, Mazzucco sceglie un apparentemente modesto dipinto che raffigura due aringhe). Il mantra dell'autrice è che non vi sia arte che non sia anche racconto: per questo ogni dipinto è accompagnato da un breve ma interessantissimo excursus sulla vita dell'autore e le circostanze della realizzazione, condite da un pizzico di vicende autobiografiche. Un volume secondo me così pregiato a un prezzo accessibile (17 euro) è più unico che raro *_*

4) Un amore, di Dino Buzzati



Dino Buzzati è un talento italiano tutto da scoprire *_* Fortuna che ha scritto tanto! Dopo alcuni racconti e Il deserto dei tartari (tutti capolavori), mi sono decisa a iniziare anche questo romanzo decisamente più controverso, che tratta di prostituzione. Il protagonista, alter ego dell'autore, si innamora di una ragazzina probabilmente minorenne che si prostituisce in una delle tante case di piacere che ancora erano molto comuni negli anni '60, decennio in cui è ambientato il romanzo (pubblicato nel 1963). Coraggioso Buzzati a mettersi a nudo così, e davanti a un tema tanto spinoso! L'idealizzazione della donna e la sua mercificazione convivono magistralmente in questo romanzo solo grazie alla penna fatata dell'autore, che solo verso la fine sembra vagamente affrancarsi dalla prigione mentale costruita nella testa degli uomini in rapporto alle donne. 
Mi è piaciuta ma non è comunque la mia opera preferita dell'autore. Troppo dura e cruda, ancora troppo attuale. Spero ancora per poco.

5) Fiabe faroesi



Questi volumetti di fiabe nordiche pubblicati da Iperborea sono sempre stupendi! Quelle faroesi sono, rispetto alle altre, molto più crude, ciniche e "per adulti", ma al contempo ricche di topoi tipici della storia favolistica europea: troviamo per esempio una versione al maschile di Cenerentola, e una fiaba che amo molto ed è presente perfino in versione italiana (nella raccolta Fiabe italiane di Italo Calvino): quella della ragazza intelligente che riesce, con la sua astuzia, a imporsi sul marito tiranno e praticamente governare al suo posto xD 


Sperando che anche agosto sia foriero di belle letture, vi auguro un'estate piena di storie! <3 A presto ^^





giovedì 4 giugno 2020

Letture di maggio 2020

Ciao a tutti! :D 
Durante il mese di maggio non ho letto tantissimo, complice il ritorno a lavoro full time: ma sicuramente è stato un mese interessante, all'insegna del teatro, che sto decisamente riscoprendo negli ultimi mesi.

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Ho fatto un sondaggio sulla pagina facebook (seguitemi anche lì, se vi va :D) per capire di quali delle mie letture del mese appena trascorso vi interessasse di più leggere la recensione, e il giudizio è stato abbastanza unanime: "La diva Julia", di William Somerset Maugham, e "Vera", di Oscar Wilde.
Per quanto riguarda l'ultimo volume della trilogia di Carmen Korn, "Aria di novità", che pure ha incuriosito molti di voi, lo trovate recensito insieme ai primi due in questo post dedicato.

Veniamo dunque alle due opere che vi hanno interessato di più!^^

La diva Julia



William Somerset Maugham è è uno dei miei scrittori preferiti, senza ombra di dubbio. Finora non c'è stato un suo romanzo o raccolta di racconti che non mi sia piaciuto... e per fortuna ne ho ancora molti da leggere, visto che era un autore piuttosto prolifico! *_*
La diva Julia (il cui titolo originale, per me azzeccatissimo, è "Theatre") pubblicato da Adelphi come tutti i libri di questo autore, non è riuscito a rientrare tra i miei preferiti, ma devo dire di averlo trovato molto godibile e a tratti geniale
La protagonista, Julia Lambert, è una celebre attrice teatrale ("la più grande attrice d'Inghilterra", come è spesso definita nel corso del romanzo). Maugham ce la presenta quando è già ricca e famosa, per poi intraprendere un excursus nel suo passato: dai primi difficili passi sul palcoscenico insieme al belloccio ma poco dotato Michael, che le ruberà il cuore, fino al trionfo scenico e sociale. 
Ma il fascino del romanzo non risiede tanto nella carriera di Julia: infatti questo non è un classico romanzo di formazione che segue l'eroina (o anti-eroina, dovremmo dire in questo caso) nel suo percorso di maturazione, bensì una raffinata analisi psicologica. Durante tutto il romanzo siamo nella testa di Julia, comprendiamo tutti i meccanismi che si celano dietro i suoi pensieri e le sue azioni e scorgiamo quel labile confine tra realtà e finzione, tra persona e personaggio, che in fondo alberga un po' in tutti noi, anche se in un'attrice consumata può essere più pronunciato e perfino un po' scontato. Anche nei momenti più importanti della sua vita infatti Julia sceglie chi essere e quale scena interpretare per ottenere i suoi scopi, attingendo al suo vastissimo repertorio, e a un certo punto il lettore, spiazzato, non sa davvero chi sia davvero Julia: la cinica calcolatrice o la fragile donna innamorata? Oppure entrambe?
Purtroppo, e questo è l'aspetto che non l'ha fatto entrare nel mio cuore-come accaduto, per esempio, nel caso di "Il velo dipinto" e "La luna e sei soldi"- il romanzo è un po' frettoloso, poco approfondito. Dato il focus sull'interiorità della protagonista mi sarebbe piaciuto conoscerla un po' di più e vedere Maugham calcare ancora di più la mano sulle sue contraddizioni interiori, i suoi conflitti con sé stessa. 
Ma è Maugham, quindi non posso non perdonarlo!
Da questo libro nel 2004 è stato tratto anche un film, Being Julia, con Jeremy Irons, che è valso addirittura una candidatura all'Oscar per la protagonista Annette Bening. Non l'ho ancora visto ma farò sicuramente *_* 


Vera, o i nichilisti, di Oscar Wilde



Mi sono imbattuta in quest'opera teatrale, la prima pièce in assoluto di quel genio di Oscar Wilde, mentre vagavo su internet in cerca di qualche sua opera che ancora mancasse al mio repertorio. 
Infatti, vedere di nuovo quel capolavoro cinematografico che è il film The importance of being Earnest con Colin Firth e ricordare le ore di pura delizia che quella commedia mi aveva regalato anni fa, mi ha fatto desiderare più che mai di provare ancora quelle sensazioni. E devo dire che con Vera, o i nichilisti, appena pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli nella sua celeberrima collana Universale Economica, ci sono andata molto vicina.
Non saprei come definire quest'opera: non è né una commedia né una tragedia, anche se presenta elementi di entrambi i generi. 
Facciamo la conoscenza della giovane Vera in una misera capanna russa sulla strada per la Siberia. Un gruppo di forzati fa tappa lì per consentire ai soldati di rifocillarsi, e tra gli sventurati condotti alla prigionia Vera riconosce il proprio fratello, che da tempo non dava più notizie di sé ai parenti. Scopre così che la causa a cui il fratello si è votato è quella dei nichilisti, che mirano a rovesciare lo Zar e ogni potere costituito, ritenuto opprimente e vessatorio. Vera si ripromette di abbracciare la causa del fratello e vendicarlo, e diventa dunque a sua volta una famigerata nichilista...
Un'opera non convenzionale, che mi ha davvero appassionata e a tratti spiazzata ma non è esente da difetti: soprattutto l'ambientazione russa non è molto credibile. Dietro i motteggi da salotto dei membri della corte dello Zar si intravede anche troppo chiaramente l'impronta anglosassone di Wilde che, come spiegato nella brillante postfazione, intendeva con quest'opera denunciare gli abusi dell'Inghilterra sulla sua Patria, l'Irlanda. Tra l'altro leggendo questa postfazione ho scoperto, shame on me, che la madre di Wilde era un'autrice piuttosto famosa e che lui fu inizialmente agevolato sulla scena letteraria proprio dalla fama di lei!

A presto :D 

giovedì 21 maggio 2020

La trilogia di Carmen Korn, by Fazi Editore


Ciao a tutti! :D

Come va il ritorno alla normalità? ^^
Io in questo mese "ibrido" ho finalmente concluso la lettura di una delle saghe familiari più avvincenti che mi siano capitate sottomano negli ultimi anni: quella di Carmen Korn, portata in Italia da Fazi!



La trilogia inizia con Figlie di una nuova era, che mi ha fatto compagnia l'estate scorsa in spiaggia (nostalgia!). Iniziato per curiosità, non credevo mi prendesse tanto! Ambientato ad Amburgo dgli anni '20 fino all'inizio secondo dopoguerra, segue le vicende di Henny e Kathe, ostetriche in una clinica, di Ida, la viziata figlia di un uomo benestante e della dolce Lina
Migliori amiche ma diversissime tra loro, le quattro donne attraversano il "secolo breve" (per dirlo alla Hobsbawm xD) tra gioie, dolori, amori, separazioni, lotte. Non dovete però pensare che siano le uniche protagoniste delle vicende narrate: intorno a loro ruota infatti un variegato panorama di personaggi: genitori, fidanzati, mariti, altri amici...e sembra davvero di conoscerli tutti intimamente, come fossero anche nostri amici.
Di questo primo romanzo, oltre ai molteplici personaggi, tutti a modo loro unici e speciali, ho amato il focus posto sui civili tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale: è un periodo storico che siamo abituati a leggere dal punto di vista dei campi di battaglia o della persecuzione ai danni degli Ebrei, ma anche quello della resistenza tedesca al Nazismo (che, ricordiamolo, come tutte le dittature aveva anche oppositori interni, e non pochi!)  è un punto di vista interessante da approfondire.

Con il secondo volume, è tempo di ricominciare, che ho iniziato subito dopo il primo perché non sono riuscita a resistere, siamo ormai nel secondo dopoguerra: tempo di rinascita per la Germania e per i protagonisti del romanzo, i cui figli iniziano a crescere, dando vita a una seconda generazione. Incredibile la modernità che si respira tra queste pagine: ho adorato in modo particolare il personaggio di Florentine e la sua evoluzione. Questo volume si ferma alle soglie degli anni '70, alle soglie di nuovi cambiamenti, con un cliffanger non da poco che mi ha fatta spasimare per l'ultimo volume xD

Il terzo e ultimo volume, Aria di novità, arrivato il libreria a inizio marzo giusto in tempo per esservi richiuso due mesi, poveretto (xD), è la degna conclusione del lungo percorso dei protagonisti. Una terza e perfino una quarta generazione prendono per mano il lettore conducendolo attraverso i sanguinosi anni '70 e la fine della Guerra Fredda, per arrivare infine al fatidico 2000
Qui la storia si interrompe e, chiudendo il libro con negli occhi ancora le vivide immagini create dalla penna asciutta e mai noiosa di questa scrittrice, non si può fare a meno di chiedersi cosa abbiano fatto questi nostri cari amici negli ultimi 20 anni e come se la passino ai tempi del coronavirus. 
Magari Carmen Korn un giorno ce lo racconterà, chissà :D 

Mi raccomando, non perdete questa meravigliosa trilogia! Vi assicuro che non potrete non amarla e non appassionarvi alle vicende di queste persone così comuni eppure così speciali. Chi l'ha detto che i tedeschi sono freddi? xD
Un plauso a Fazi Editore per la cura che mette in ogni volume e le splendide copertine, così vivaci e intonate al contenuto *_* Credo che, tutto sommato, il mio preferito sia il secondo volume...ma data la stretta interconnessione tra i tre è difficile non considerarli un'unica opera!

A presto! :*

domenica 10 maggio 2020

Lucy Maud "Montgomery Pack"! :D


Ciao a tutti! ^^

Come procede la fase due? ^^ Più ci rifletto più penso che la sfiga collettiva che ci ha colpiti sia stata orchestrata dai libri non letti che prendono polvere sui nostri scaffali da anni, per cui non fateli arrabbiare ancora di più e approfittate del tempo supplementare ancora trascorso in casa per leggerli, mi raccomando! xD

Intanto io, da brava tentatrice, vi offro nuovi spunti, e oggi in particolare voglio parlarvi di due incantevoli titoli di Caravaggio Editore: recano entrambi la firma della dolcissima Lucy Maud Montgomery e la cura di Enrico de Luca...quindi sono una garanzia xD 
Sto parlando di "La stanza rossa e altre storie di fantasmi" e "Kilmeny del frutteto". Li ho ricevuti insieme in un meraviglioso pacchetto chiamato "Montgomery Pack", un'offerta messa a disposizione un paio di mesi fa dall'editore, che spero vivamente possa essere replicata a vantaggio di chi non sia riuscito ad approfittarne!


Comincio con il dire che la veste grafica di questi due libri è meravigliosa <3
Le illustrazioni, le note...tutto è curato in modo certosino, complimenti vivissimi al curatore Enrico De Luca! Nel pacchetto, oltre ai due romanzi, c'erano un bellissimo segnalibro con una citazione tratta da "Anne of Green Gables"e un lbriccino della stessa autrice contenente il breve scritto "Rilevato dalla macchina fotografica"

Passando al contenuto, il primo dei due che ho letto è "La stanza rossa". 
Si tratta di una raccolta di brevi storie di fantasmi (sei in tutto) che si legge in un'oretta e, come tutte le storie di questo genere scritte da autori vissuti tra '800 e '900, è piuttosto convenzionale e brividi in verità ne dà pochi. Ma ogni racconto è una piccola gemma letteraria, penso soprattutto a "La ragazza al cancello" e "La festa privata a Smoky Island", che sono i miei preferiti. Più che far paura trasmettono ancora una volta la dolcezza e i buoni sentimenti cui questa fantastica autrice ci ha abituati così bene. Insomma, Maud non riesce a fare davvero paura ma scalda il cuore come solo lei sa fare!


Per quanto riguarda "Kilmeny nel frutteto", è un romanzo che mi aveva incuriosita già molti anni fa, al punto che me ne procurai l'ebook in inglese per provare a leggerlo, purtroppo senza successo. 
Si tratta di un romanzo molto più dolce e delicato rispetto alla media dell'autrice (che negli altri suoi lavori ha comunque sempre una sottile vena ironica): il protagonista, un giovane di buona famiglia, si reca in un piccolo paese per sostituire un amico come insegnante alla scuola locale; lì un giorno si imbatte casualmente in una giovane che suona il violino in modo a dir poco celestiale. Scopre poi che si tratta di Kilmeny, fanciulla muta che in paese quasi nessuno conosce, perché la sua famiglia è molto riservata e il suo passato (in particolare la storia della madre) è avvolto in una colpa misteriosa che forse ha segnato la stessa giovane. Ma il ragazzo non si lascia scoraggiare e inizia con la ragazza una tenera amicizia...
Non è il mio preferito di Montgomery, un filino troppo dolce per i miei gusti, ma se cercate un libro che doni incanto e serenità a giorni un po' foschi, questo è quello che fa per voi! <3 

A presto! :*