sabato 17 novembre 2018

"La ragazza delle storie", di Lucy Maud Montgomery

Ciao a tutti! :D

Winter is coming, ma siccome mi piacciono i contrasti con le letture torno volentieri all'estate! xD 
In particolare alle estati dell'infanzia del passato, quelle che forse molti di noi abbiamo conosciuto personalmente, fatte di immersione nella natura, amici e divertimento spensierato. A immergerci in questa magica atmosfera è Lucy Maud Montgomery, cantrice dell'infanzia più sognante, con il suo "La ragazza delle storie", che possiamo leggere per la prima volta in italiano grazie a Flower-ed!




Due ragazzini vengono inviati a trascorrere l'estate da alcuni parenti sull'Isola del Principe Edoardo (il posto da sogno che i fan di Montgomery conoscono già benissimo grazie ad Anne Shirley). Lì incontreranno molti ragazzi della loro età: un giovane garzone, una timida ragazzina succube della madre, una ragazza giudiziosa e una vanesia e capricciosa...ma soprattutto lei, "la ragazza delle storie". Il suo vero nome è Sarah, ma il soprannome non potrebbe starle più a pennello visto che la sua peculiarità è proprio quella di raccontare storie meravigliose, capaci di incantare grandi e piccini. E proprio delle sue storie, alternate alle semplici ma mai banali avventure dei protagonisti, è intessuto il libro.
Questo era il romanzo che Montgomery considerava il suo preferito, e non è difficile capirne il motivo! La ragazza delle storie è un personaggio delizioso, in cui non fatico a scorgere un alter-ego dell'autrice: ha tutti i pregi di Anne Shirley (la protagonista della serie di romanzi più famosa dell'autrice, Anne di tetti verdi, o "dai capelli rossi") senza i difetti. Scordatevi le insicurezze e i patemi d'animo di Anne: la ragazza delle storie è allegra, sicura di sé, un vero vulcano, capace di trascinare con il turbine della sua fantasia anche le persone più riottose. La sua figura si ammanta di mitologia forse anche perché, in modo inusuale per i libri di quest'autrice, è vista con gli occhi di un ragazzino, Beverly, che parla in prima persona ricordando il passato non senza un pizzico di malinconia.
Alle incantevoli storie raccontate dalla "ragazza delle storie" si alternano piccoli episodi di vita quotidiana e avventure semplici che, trasfigurate dalla fantasia, non hanno nulla da invidiare a quelle dei poemi epici. Perché i bambini hanno un loro mondo di sublimi estasi e altrettanto sublimi angosce che gli adulti dimenticano, e che pochi scrittori sanno far rivivere come Lucy Maud Montgomery: l'angoscia per una fine del mondo ritenuta imminente, la curiosità per il contenuto di un vecchio baule chiuso da sessant'anni, la serietà con cui è affrontato un semplice gioco...Gli adulti in tutto questo si muovono solo al margine del campo visivo, ma non di rado vengono coinvolti e incantati a loro volta da questa magia, risvegliandosi per un attimo dal torpore in cui sembra averli fatti sprofondare la crescita. 

"Vi è un posto simile al mondo delle fate-ma solamente i bambini sono in grado di trovare la via per raggiungerlo. E non sanno che quello sia il mondo delle fate finché non sono cresciuti tanto da dimenticare la via per raggiungerlo. Un giorno triste, quando loro cercheranno la strada e non riusciranno a trovarla, capiranno cos'hanno perso, e questa rappresenta la tragedia della vita. In quel giorno i cancelli del paradiso si chiudono dietro di loro e l'età dell'oro ha termine. D'ora in poi dovranno vivere nella luce ordinaria di giorni ordinari. Solo quelli che conservano un cuore innocente come quello dei bambini potranno avere la possibilità di ritrovare il sentiero che conduce a quel mondo fatato; siano benedetti costoro sopra tutti i mortali. Il mondo chiama questi individui e suoi cantori poeti, artisti e cantastorie; essi però sono semplicemente persone che non hanno mai scordato la via che conduce al mondo fatato".
Sebbene il piccolo Beverly racconti la storia dopo essere ormai cresciuto, alla fine non ci è dato sapere cosa ne sia stato della ragazza delle storie e di tutti gli altri piccoli protagonisti del libro, e il lettore resta pieno di curiosità: Beverly, che era molto affascinato dalla ragazza delle storie, l'avrà forse sposata? E la ragazzina vanitosa suo malgrado attratta dal garzone, avrà superato i pregiudizi classisti nei suoi confronti? Non lo sapremo mai, ma forse è meglio così. Ricordo che anni fa mia madre rimase delusa nello scoprire che i protagonisti di un altro splendido libro per ragazzi, Il giardino segreto, non diventassero mai adulti, ma io lo trovo fantastico: ci sono protagonisti che devono restare così, eternamente bambini immersi in una magica estate <3 
Questo libro balza direttamente al secondo posto nella mia personale classifica dei romanzi dell'autrice, superando perfino i romanzi di Anne ma non riuscendo a scalfire la prima posizione, saldamente occupata dall'inarrivabile "Il castello blu" ^^ 
Ma per fortuna la vasta produzione di Lucy Maud Montgomery sta pian piano arrivando tutta anche in Italia, quindi non vedo l'ora di scoprire i miei prossimi romanzi preferiti...uno potrebbe arrivare proprio per Natale, stay tuned :D

Titolo: La ragazza delle storie
Autrice: Lucy Maud Montgomery
Casa editrice: Flower-ed
Prezzo cartaceo: 17 euro
Prezzo ebook: 7,99 euro

A presto! :*

giovedì 1 novembre 2018

"La casa stregata e altri racconti del mistero", di Autori Vari

Ciao a tutti, buona festa di Ognissanti! ^^

Anche se Halloween non è mai entrata a far parte del mio bagaglio culturale perché quando ero piccola non c'era e io proprio non riesco ad affezionarmi a fondo a ciò che non si è radicato in me fin dall'infanzia, ogni anno verso fine ottobre mi piace dedicarmi a qualche lettura a tema...e quest'anno è toccato a un libricino che, lo confesso, mi ha catturata soprattutto per la sua copertina accattivante: "La casa stregata e altri racconti del mistero", pubblicato Elliot Edizioni!



Non sono una grande fan delle raccolte di racconti perché di solito non riesco a finirle, ma quando sono brevi e interessanti come questa non si può non divorarle!
Infatti Elliot ci propone un'antologia di soli sei racconti, che affrontano il tema sempreverde della "casa stregata" mediante punti di vista e angolazioni diverse e originali. Vediamoli nel dettaglio!

La casa stregata, di Edith Nesbit: il racconto che apre la raccolta le conferisce anche il titolo, ed è stato scritto dalla scrittrice e poetessa anglosassone Edith Nesbit, molto celebre per i libri per l'infanzia e le fiabe dal tocco squisitamente femminista. Il suo è un racconto in bilico tra scienza e follia, molto affascinante anche se non è il migliore della raccolta. Un curioso caso di omonimia porterà un giovane annoiato a rischiare la vita in una casa piuttosto inospitale...Voto: 3/5 

Berenice, di Edgar Allan Poe: io Edgar Allan Poe non riesco ad apprezzarlo appieno. Alcuni suoi racconti mi sono piaciuti (penso a Il gatto nero e Il pozzo e il pendolo, in particolare) ma non è ancora scoccata la scintilla. Lo trovo abbastanza astruso e a tratti difficile da capire, come se la sua scrittura fosse un po' "esoterica" e per pochi iniziati. Questo racconto, molto onirico, non fa eccezione. Ma forse non avrei dovuto leggerlo prima di dormire, con la palpebra a mezz'asta! xD Voto: 2/5

Incredibile, se vero, di Elizabeth Gaskell: Elizabeth Gaskell la amo sempre di più. Dopo l'iniziale, piccola delusione con Nord e Sud (che mi piace, ma non trovo bello quanto la miniserie BBC che ne hanno tratto) la mia conoscenza con lei è stata un crescendo di sorprese, infatti credo che le sue opere più belle siano proprio quelle meno conosciute, tra cui i racconti come questo. Un inglese si perde in una foresta francese e si imbatte in un castello decisamente...incantato! La Sherazade di Dickens quando racconta fiabe è proprio nel suo elemento. Voto: 5/5

Selina Sedilia, di Bret Harte: unico autore della raccolta che non conoscevo. è statunitense e ha scritto molti racconti e poesie, ma immagino si trovi poco o nulla di suo sui nostri scaffali. Il suo racconto mi ha sorpresa: breve e affilato, fiabesco e cinico al tempo stesso. è la storia di due innamorati non propriamente integerrimi che... avranno ciò che meritano. Avrei voluto fosse più lungo! Voto: 4/5

La fioritura di una strana orchidea, di H.G.Wells: Wells è uno di quegli autori di cui mi riprometto spesso di leggere qualcosa, salvo poi dedicarmi immancabilmente ad altro. Sono certa che questo racconto di un botanico troppo curioso non sia quanto di meglio abbia scritto, ma si fa leggere. Voto: 3/5

Barbara dei Grabe, di Thomas Hardy: avevo già letto questo gioiellino di Hardy in ebook, e sono felice di possederlo anche in versione cartacea perché è uno dei racconti più interessanti che abbia mai letto e mi ha riconciliata con questo controverso autore dopo la delusione di Tess dei d'Ubervilles. Una giovane donna sposa un uomo esclusivamente perché infatuata del suo bell'aspetto...ma cosa accade se l'avvenenza fisica sparisce? Ovviamente, trattandosi di Hardy, non può finire bene! xD Voto: 5/5

Una raccolta che pur tra alti e bassi ho trovato molto interessante! credo valga la pena averla anche solo per il racconto di Gaskell (che non credo si trovi in altre raccolte...ma perché non esiste una raccolta completa??) e di Hardy, che esiste in volume singolo ma costa quasi quanto questo credo xD 
E per la bellissima copertina, ovviamente U_U XD 

A presto! :* 

sabato 6 ottobre 2018

"Terradilei", di Charlotte Perkins Gilman

Ciao! :D

Oggi torna la rubrica "Tesori sepolti" (che era a sua volta sepolta da un po' xD) con un romanzo che mi ha colpita da quando ne ho letto la trama: "Terradilei", di Charlotte Perkins Gilman!



La scrittrice americana Charlotte Perkins Gilman (1860-1935) è stata definita un'esponente del cosiddetto "femminismo utopico". Infatti nelle sue opere, dal taglio spiccatamente sociale, non solo ha denunciato la difficile situazione delle donne del suo tempo (come tante altre sue contemporanee), ma ha anche elaborato delle vere e proprie teorie, ancora oggi abbastanza rivoluzionarie, sull'essenza della donna e i rapporti tra i sessi, enunciando alcuni di quelli che sono oggi tra i principi cardine delle gender issues.

Charlotte Perkins Gilman

Attiva in diverse associazioni femministe, Charlotte si sostentò per un periodo come venditrice di sapone porta a porta, soffrì di depressione post-partum, divorziò dal primo marito (che, con la sua mentalità chiusa, le ispirò il suo racconto femminista più famoso, "La carta da parati gialla") ma volle che la figlia vivesse a lungo con lui e con la sua seconda moglie perché potesse affezionarglisi comunque. è insomma una scrittrice tutta da scoprire, di cui (manco a dirlo) in italiano c'è poco ^^'

Ma per fortuna potete tranquillamente reperire, e in ben due diverse edizioni, il romanzo di cui vi parlo oggi, cioè "Herland" (in italiano "Terradilei"). Protagonisti di questo originale romanzo sono tre esploratori: il maschilista e arrogante Terry, il timido e tranquillo Jeff e la voce narrante, il curioso e aperto Vandyck. Venuti a sapere dell'esistenza di un leggendario paese abitato da sole donne, si avventurano fin lì e quello che trovano e al di là della loro immaginazione: infatti, da ben duemila anni, in quel paese nascono solo donne, che hanno gradualmente costruito una società a dir poco invidiabile. Riusciranno i nostri tre intrepidi uomini a sopravvivere? xD
Questo è un romanzo "utopico", ovvero esattamente l'opposto dei romanzi "distopici" (che io tanto amo *_*) in quanto, anziché presentare, come fanno questi ultimi, una società deviata e indesiderabile, ce ne mostra invece una positiva, da prendere a modello. 
Infatti le donne di "Terradilei", come i tre esploratori battezzano il mitico paese in cui si sono imbattuti, hanno raggiunto un elevato livello di civiltà, caratterizzato da fratellanza (o meglio, sorellanza ^^) universale, armonia tra esseri umani e natura, amore per il lavoro in quanto realizzazione di sé, del tutto scevro dall'alienazione che spesso lo caratterizza nella nostra società. Competitività e arrivismo non esistono, perché sono valori tipici della società "maschile", basata sulla guerra e la competizione, anziché sulla cooperazione. Per chi avesse questo dubbio...no, non è un romanzo che parla male degli uomini o li mette in cattiva luce! xD Si limita a evidenziare alcune problematiche secolari e radicate nella nostra società, di cui aveva parlato anche Virginia Woolf nei suoi saggi (in particolare Una stanza tutta per sé e Le tre ghinee).

"Ci dilungammo a illustrare i pregi della competizione: affinava le capacità, dicemmo, e dava il necessario stimolo a lavorare [...] <<Stimolo a lavorare>>, ripeterono loro, con quel fare perplesso che ormai conoscevamo bene. <<Stimolo? Lavoro? Ma non vi piace lavorare?>>"
"Questo mi portò a concludere che le famose "grazie femminili" non erano affatto femminili, ma solo mascolinità riflessa: un modo di essere adottato per piacere a noi perché piacerci era necessario, per niente essenziale al compimento del grande processo della donna".

What else? xD 

Non posso che consigliarvi la lettura di questo libro se vi interessate di femminismo e questioni di genere! Non aspettatevi però un romanzo particolarmente appassionante: la formula è quella del pamphlet politico sociale ammantato di romanzesco per renderlo più gradevole. 
Io però, come già accaduto con "La città delle dame" di Christine de Pizan (trovate qui l'articolo che le ho dedicato sul blog) l'ho trovato illuminante e terribilmente avanguardista, fin troppo per essere compreso anche adesso...figuriamoci quando fu scritto! Ma è sempre confortante vedere che i propri "strambi" pensieri sono già stati pensati da altri!^^
Grazie Charlotte <3 

Il libro è reperibile in italiano in due diverse edizioni: 
"Terradilei", pubblicato da La vita felice, con testo inglese a fronte (l'edizione che ho letto io), che costa 14,50 euro;
"Il paese delle donne: Herland e altri racconti", pubblicato da Donzelli editore, che contiene anche alcuni racconti dell'autrice tra cui quello che vi accennavo, "La carta da parati gialla". Costa 19,50 euro.

A presto :D 

sabato 1 settembre 2018

"Jane di Lantern Hill", di Lucy Maud Montgomery

Ciao a tutti! :D

So che le mie recensioni arrivano ormai con il contagocce ma portate pazienza, quest'anno è stato burrascoso e le letture e il blog ne hanno un po' risentito, ma mi rimetterò in carreggiata! :DD
Non c'è modo migliore, per salutare le vacanze estive del 2018, che recensire un libro che parla, appunto, di una magica vacanza che cambia per sempre la vita di una ragazzina: il libro in questione è Jane di Lantern Hill, una delle ultime perle di Lucy Maud Montgomery tradotte in italiano! <3 


Pubblicato per la prima volta in italiano dalla casa editrice Jo March (che l'ha scelto per inaugurare "Plumfield", una nuova collana dedicata ai lettori più giovani), e impreziosito dall'impeccabile traduzione di Elisabetta Parri, Jane di Lantern Hill fa parte appunto della produzione di Lucy Maud Montgomery dedicata ai ragazzi, ma come ogni libro per ragazzi che si rispetti è godibilissimo anche per gli adulti. 
La protagonista, Jane Victoria, è una bambina che non ha una vita facile: non ha mai conosciuto suo padre, che crede morto, e la sua vivacità è continuamente frenata dall'ambiente ostile e rigido in cui vive a causa della nonna, che non fa mancare nulla a lei e a sua madre ma ama solo quest'ultima. 
Poi un giorno, la sorpresa: suo padre è ancora vivo e desidera che Jane vada a trascorrere le vacanze da lui sull'Isola del Principe Edoardo. Per Jane separarsi dalla madre e recarsi in un luogo sconosciuto da un padre di cui neppure sospettava l'esistenza non è facile...ma quella vacanza cambierà per sempre la sua vita.
Un romanzo davvero piacevole! Lo sfondo lussureggiante dell'isola del Principe Edoardo, che i lettori di Lucy Maud Montgomery già conoscono e amano avendola vista attraverso gli occhi di Anne Shirley, è un vero e proprio co-protagonista delle vicende. E che dire del padre di Jane? Credo sia lui il vero protagonista: è un personaggio davvero originale e ben riuscito, e certi suoi discorsi sono di un lirismo incantevole e di una disarmante attualità:
"Lo stolto dà sfogo a tutto il suo malanimo" (Proverbi 29,11). I Proverbi sono più duri con gli stolti che con chiunque altro, Jane...e a ragione. Tutti i problemi del mondo derivano dagli stolti, non dai malvagi".
La protagonista Jane non mi ha colpita in modo particolare, ma me lo aspettavo: sono troppo affezionata ad Anne Shirley, la bambina più famosa dell'autrice, e un personaggio come Anne è difficile da eguagliare.
Insomma, anche se non regge il confronto con la serie di Anne di Tetti Verdi né con il meraviglioso Il castello blu (che ho letteralmente adorato! Trovate la mia recensione qui, nel caso ve la foste persa :)) ), è una tappa immancabile nella personale riscoperta di un'autrice delicata ma a suo modo sovversiva, tutta da approfondire!

Titolo: Jane di Lantern Hill
Autrice: Lucy Maud Montgomery
Casa editrice: Jo March
N. pagine: 247
Prezzo: 14 euro

A presto :))

lunedì 6 agosto 2018

"Estasi di libertà" di Stefan Zweig


Ciao a tutti! :D

Stefan Zweig è uno dei miei scrittori preferiti, ormai è assodato. Capace di spaziare da racconti fulminanti come "Paura" a biografie appassionate come quelle dedicate a Maria Antonietta (che ha ispirato la mangaka Ryoko Ikeda per il suo "Le rose di Versailles", alias "Lady Oscar"!) e a Mary Stuart, risulta versatile, intenso mai banale o scontato.
Oggi vi parlo dell'ultimo suo libro che ho letto: già da tempo mi attirava per la splendida copertina dai toni pastello che immerge subito nell'atmosfera del primo '900 e per il titolo evocativo, e finalmente mi sono decisa a leggerlo. Si tratta del romanzo "Estasi di libertà".



Non tra le opere più note dell'autore, è per me una delle più belle. 
Sono trascorsi pochi anni dalla fine della prima guerra mondiale, e sebbene il mondo cerchi di dimenticare quell'immane tragedia essa è ancora scolpita soprattutto nei piccoli paesi dell'ormai defunto Impero Austro-Ungarico. Come quello in cui vive Christine, 28 anni: la sua famiglia, come tante, è caduta in disgrazia a causa della guerra, e per la ragazza, timida e dimessa, non si presenta alcun futuro che non preveda il noioso lavoro alla posta e l'accudimento della madre malata. Ma un giorno una sorella della madre, che era fuggita anni prima dopo uno scandalo e che dopo il suo matrimonio con un facoltoso americano non si era più fatta vedere, decide di invitare la nipote in Svizzera per una vacanza. Christine, titubante, parte: non sa che ad aspettarla durante quella vacanza c'è la "vita vera", che le era stata fino a quel momento preclusa dalla povertà, e che lei non tornerà mai la stessa ragazza di prima...

Stefan Zweig


Questo romanzo mi ha catturata e trascinata con sé dalla prima pagina. Zweig, vero e proprio maestro dell'introspezione psicologica, ci fa letteralmente entrare nella testa di Christine: soffochiamo insieme a lei per vita grigia che la opprime, respiriamo insieme a lei l'aria tonificante dei monti, la scoperta della gioventù...per poi piombare nel dolore sordo, nella disperazione dell'uccello che dopo un breve volo si vede nuovamente rinchiuso, e per la prima volta intuisce con acutezza la sua situazione di cattività. Un romanzo moderno, intenso, riflessivo, che abbraccia in pochi giorni un intero mondo di speranze e sensazioni...perfetto da leggere nel periodo estivo per immedesimarsi totalmente nella protagonista, che va in vacanza in montagna! Ma attenzione: è fatto più di riflessioni che di veri e propri avvenimenti, per cui se cercate qualcosa di avvincente da leggere sotto l'ombrellone forse è meglio che puntiate ad altro. Se però non disdegnate le incursioni nelle menti altrui lo adorerete...come me! <3

A presto e buone vacanze...a chi parte come Christine ma anche a chi resta! E ricordate che, come ci insegna Zweig, avrete tutti la vostra occasione di cambiare vita, se solo saprete riconoscerla! ^^

domenica 8 luglio 2018

"Orlando", di Virginia Woolf


Ciao a tutti! :D

Non pubblico un articolo da tanto, lo so, ma purtroppo sto riuscendo a leggere pochissimo causa cambio lavoro, città e vita, praticamente xD Ma quale miglior modo di tornare a farmi viva anche qui (perché sulla pagina Facebook sono più attiva!) che parlandovi di un capolavoro indiscusso della Letteratura, che per quanto celebre è a mio parere ancora troppo sottovalutato?
Sto parlando di "Orlando", di Virginia Woolf!


Di questo Classico esistono innumerevoli edizioni: per citare le più facilmente reperibili in commercio abbiamo la Mondadori, la Bur, la Feltrinelli e la Newton Compton, senza dimenticare che quest'ultima è presente anche nel Mammut dedicato a Virginia, che contiene tutte le sue opere più importanti ed è un'opzione risparmio interessante.






Io l'ho letto in edizione Feltrinelli, perché la nuova traduzione proposta mi è parso che snellisse il testo rispetto alle altre in cui mi ero imbattuta (in particolare quella della Newton Compton, che mi sembra un po' datata).

Anni fa mi sono avvicinata a Virginia Stephen (1882-1941), meglio conosciuta come Virginia Woolf (dal cognome del marito Leonard) timidamente, in punta di piedi, con la riverenza che mi suscitava l'avere a che fare con una delle menti più brillanti che mai abbiano osato porre su carta il turbinio dei loro pensieri geniali. Ma piano piano sto leggendo tutte le sue opere: sono stata conquistata dal suo Diario e dai suoi saggi (uno su tutti, "Una stanza tutta per sé", imprescindibile), mentre ho faticato un po' ad apprezzare i romanzi a causa della scelta infelice di iniziare con il più ostico di tutti, "Le onde", che ancora non sono riuscita a portare a termine. Invece, dopo averli abbandonati qualche volta ma caparbiamente recuperati, ho poi apprezzato "Mrs. Dalloway" e sopratutto il magnifico "Al faro", che ho anche intenzione di rileggere perché è uno di quei libri che definisco "pozzo senza fondo", da cui si può sempre tirar fuori qualcosa di nuovo anche quando sembra di conoscerli. Mi è piaciuto molto anche "Notte e giorno", uno dei suoi primi romanzi, dal sapore "austeniano" e ancora abbastanza convenzionale.


Ma ora veniamo a Orlando.
Non è il libro più celebre di Virginia, anzi mi è sempre parso un'opera minore. L'ho spesso sentito definire il libro simbolo della categoria LGBTI, e capisco che la natura sessualmente ambivalente del protagonista ben si prestasse allo scopo, ma in realtà questa definizione è alquanto riduttiva. Orlando è molto più di un libro nuovo e inaspettato per l'epoca in cui è stato scritto (il 1928): è un libro rivoluzionario anche per i nostri tempi, apparentemente così aperti e possibilisti e invece spesso ancora chiusi e basati su etichette e formalismo. Perché il protagonista omonimo, che nasce uomo ma poi diventa improvvisamente donna poco dopo l'adolescenza, non è solo-come giustamente evidenziato dall'interessante postfazione dell'edizione Feltrinelli- un giocoso ritratto di Vita Sackville West (scrittrice e nobildonna molto amata da Virginia), né solo il prototipo dello scrittore (Orlando, sia da uomo che da donna, non smette mai di scrivere), per sua natura androgino, né un semplice antesignano delle rivendicazioni dei transessuali. Certo, è tutte queste cose insieme, ma anche molto di più.
Perché in realtà Orlando è una persona libera, completa, realizzata nel suo continuo mutare e divenire altro, una persona che non si lascia ingabbiare da alcuna definizione. Insomma, un individuo come tutti dovremmo essere per vivere più rilassati e felici, anche nei rapporti interpersonali (soprattutto quelli uomo/donna! xD) Perché una persona come Orlando non può che vivere un amore straordinario con una persona a lei simile:

"Sei sicura di non essere un uomo?" le chiedeva ansioso, e lei gli faceva eco: "Possibile che non sei una donna?". E quindi dovevano verificarlo senza ulteriori indugi. Perché ciascuno dei due era tanto sorpreso della subitanea simpatia dell'altro, ed era per entrambi una tale rivelazione che una donna potesse essere tollerante e schietta come un uomo, e un uomo bizzarro e acuto come una donna, che dovevano mettere subito la cosa alla prova".

Solo una mente geniale e un po' folle come quella di Virginia poteva comprendere una verità così semplice perché si sa, noi comuni mortali tendiamo sempre a complicare tutto.
Come se non bastasse è anche un libro ironico e divertente, che prende in giro se stesso e il suo protagonista (soprattutto le sue velleità letterarie!). Chi pensasse a Virginia Woolf come a una scrittrice lenta e riflessiva non potrà che ricredersi leggendo Orlando, che tra l'altro vanta anche un pizzico di atmosfera fantasy (oltre a cambiare sesso, il/la protagonista attraversa senza battere ciglio quattro secoli: nato nel 1500, arriva al 1928!).
Non posso che consigliarvi di correre subito a leggerlo :D

Termino con una piccola curiosità: sapete che cosa unisce Virginia Woolf alla poetessa vittoriana Elizabeth Barrett Browning? 
Un cagnolino, Flush! ^^
Infatti al cane della poetessa Virginia ha dedicato un'altra piccola opera ironica e spumeggiante che non posso non consigliarvi di leggere, "Flush. Biografia di un cane", che ho citato anche nell'ultima biografia pubblicata con Flower-ed: "Vissi con le mie visioni. Vita di Elizabeth Barrett Browning". 


Visto che credo di non avervene mai parlato qui sul blog ne ho approfittato adesso! :D Se per caso lo leggete fatemi sapere cosa ne pensate ^^

A presto! :*

domenica 20 maggio 2018

"Doppio Stradivari", di Antonella Iuliano


Ciao a tutti! ^^

In questo periodo intenso e impegnativo (mi accingo a cambiare città, non esattamente una passeggiata per un bradipo abitudinario come me xD) mi sono immersa davvero con grande piacere nel terzo, nuovissimo romanzo di una scrittrice che conosco e stimo ormai da diversi anni: Antonella Iuliano. Si intitola "Doppio Stradivari" ed è una favola dai toni lievemente dark che scivola via in un soffio, complice il ritmo incalzante con cui ti avvolge fin dalla prima pagina.




Siamo in un castello alle porte di Vienna, di notte. La giovane Lena Reiter, nuova cameriera assunta dalla Contessa del Maniero, sta salendo timorosa le scale che portano a una torre isolata: dovrà consegnare un vassoio di cibo senza guardarsi intorno né parlare con nessuno. Ho iniziato il romanzo di notte e, complice la scrittura evocativa dell'autrice, ho sentito anch'io un brivido mentre accompagnavo Lena verso la sua misteriosa destinazione, che si rivela abitata da una ragazza con lunghi capelli neri e profondi occhi scuri.
Perché è rinchiusa lì? Quale terribile segreto nasconde la vita apparentemente irreprensibile della Contessa Von Grath?
Notte dopo notte, nell'adempiere il suo misterioso compito, Lena rimetterà pian piano insieme i pezzi di un puzzle inquietante, in cui i destini dei protagonisti sono strettamente legati a due violini diversi ma complementari, uno nero e uno bianco, realizzati da Stradivari in persona.

Dopo averci raccontato la storia di due fratelli nel suo primo romanzo, "Come petali sulla neve" (trovate la mia recensione qui), Antonella ci parla stavolta di due sorelle, diverse come diversi sono i violini che suonano: Katharina e Larissa. Alla loro storia, che con i suoi intrighi e misteri strizza l'occhio alle fiabe dei fratelli Grimm, si intrecciano il coraggio, la lealtà, l'amicizia e l'amore manifestati dai tanti comprimari della vicenda: non per ultima la cameriera Lena, emblema di temerarietà e devozione. 
Antonella Iuliano è una scrittrice d'altri tempi, ne sono sempre più convinta! La sua penna delicata e poetica dà ad ogni suo libro il sapore di un classico.
Se ancora non la conoscete vi consiglio di iniziare da "Charlotte-La storia della piccola Bronte", quello che per me è il suo libro più intenso e sentito (trovate la mia recensione qui): ma se siete alla ricerca di una fiaba gotica che vi catturi dall'inizio alla fine, "Doppio Stradivari" fa proprio al caso vostro.

Titolo: Doppio Stradivari
Autrice: Antonella Iuliano
Casa Editrice: Genesis Publishing
Prezzo cartaceo (disponibile su Amazon): 10,91 euro
Prezzo ebook (in tutti gli store online): 3,99 euro

Lo trovate qui.

A presto! :*