lunedì 6 agosto 2018

"Estasi di libertà" di Stefan Zweig


Ciao a tutti! :D

Stefan Zweig è uno dei miei scrittori preferiti, ormai è assodato. Capace di spaziare da racconti fulminanti come "Paura" a biografie appassionate come quelle dedicate a Maria Antonietta (che ha ispirato la mangaka Ryoko Ikeda per il suo "Le rose di Versailles", alias "Lady Oscar"!) e a Mary Stuart, risulta versatile, intenso mai banale o scontato.
Oggi vi parlo dell'ultimo suo libro che ho letto: già da tempo mi attirava per la splendida copertina dai toni pastello che immerge subito nell'atmosfera del primo '900 e per il titolo evocativo, e finalmente mi sono decisa a leggerlo. Si tratta del romanzo "Estasi di libertà".



Non tra le opere più note dell'autore, è per me una delle più belle. 
Sono trascorsi pochi anni dalla fine della prima guerra mondiale, e sebbene il mondo cerchi di dimenticare quell'immane tragedia essa è ancora scolpita soprattutto nei piccoli paesi dell'ormai defunto Impero Austro-Ungarico. Come quello in cui vive Christine, 28 anni: la sua famiglia, come tante, è caduta in disgrazia a causa della guerra, e per la ragazza, timida e dimessa, non si presenta alcun futuro che non preveda il noioso lavoro alla posta e l'accudimento della madre malata. Ma un giorno una sorella della madre, che era fuggita anni prima dopo uno scandalo e che dopo il suo matrimonio con un facoltoso americano non si era più fatta vedere, decide di invitare la nipote in Svizzera per una vacanza. Christine, titubante, parte: non sa che ad aspettarla durante quella vacanza c'è la "vita vera", che le era stata fino a quel momento preclusa dalla povertà, e che lei non tornerà mai la stessa ragazza di prima...

Stefan Zweig


Questo romanzo mi ha catturata e trascinata con sé dalla prima pagina. Zweig, vero e proprio maestro dell'introspezione psicologica, ci fa letteralmente entrare nella testa di Christine: soffochiamo insieme a lei per vita grigia che la opprime, respiriamo insieme a lei l'aria tonificante dei monti, la scoperta della gioventù...per poi piombare nel dolore sordo, nella disperazione dell'uccello che dopo un breve volo si vede nuovamente rinchiuso, e per la prima volta intuisce con acutezza la sua situazione di cattività. Un romanzo moderno, intenso, riflessivo, che abbraccia in pochi giorni un intero mondo di speranze e sensazioni...perfetto da leggere nel periodo estivo per immedesimarsi totalmente nella protagonista, che va in vacanza in montagna! Ma attenzione: è fatto più di riflessioni che di veri e propri avvenimenti, per cui se cercate qualcosa di avvincente da leggere sotto l'ombrellone forse è meglio che puntiate ad altro. Se però non disdegnate le incursioni nelle menti altrui lo adorerete...come me! <3

A presto e buone vacanze...a chi parte come Christine ma anche a chi resta! E ricordate che, come ci insegna Zweig, avrete tutti la vostra occasione di cambiare vita, se solo saprete riconoscerla! ^^

domenica 8 luglio 2018

"Orlando", di Virginia Woolf


Ciao a tutti! :D

Non pubblico un articolo da tanto, lo so, ma purtroppo sto riuscendo a leggere pochissimo causa cambio lavoro, città e vita, praticamente xD Ma quale miglior modo di tornare a farmi viva anche qui (perché sulla pagina Facebook sono più attiva!) che parlandovi di un capolavoro indiscusso della Letteratura, che per quanto celebre è a mio parere ancora troppo sottovalutato?
Sto parlando di "Orlando", di Virginia Woolf!


Di questo Classico esistono innumerevoli edizioni: per citare le più facilmente reperibili in commercio abbiamo la Mondadori, la Bur, la Feltrinelli e la Newton Compton, senza dimenticare che quest'ultima è presente anche nel Mammut dedicato a Virginia, che contiene tutte le sue opere più importanti ed è un'opzione risparmio interessante.






Io l'ho letto in edizione Feltrinelli, perché la nuova traduzione proposta mi è parso che snellisse il testo rispetto alle altre in cui mi ero imbattuta (in particolare quella della Newton Compton, che mi sembra un po' datata).

Anni fa mi sono avvicinata a Virginia Stephen (1882-1941), meglio conosciuta come Virginia Woolf (dal cognome del marito Leonard) timidamente, in punta di piedi, con la riverenza che mi suscitava l'avere a che fare con una delle menti più brillanti che mai abbiano osato porre su carta il turbinio dei loro pensieri geniali. Ma piano piano sto leggendo tutte le sue opere: sono stata conquistata dal suo Diario e dai suoi saggi (uno su tutti, "Una stanza tutta per sé", imprescindibile), mentre ho faticato un po' ad apprezzare i romanzi a causa della scelta infelice di iniziare con il più ostico di tutti, "Le onde", che ancora non sono riuscita a portare a termine. Invece, dopo averli abbandonati qualche volta ma caparbiamente recuperati, ho poi apprezzato "Mrs. Dalloway" e sopratutto il magnifico "Al faro", che ho anche intenzione di rileggere perché è uno di quei libri che definisco "pozzo senza fondo", da cui si può sempre tirar fuori qualcosa di nuovo anche quando sembra di conoscerli. Mi è piaciuto molto anche "Notte e giorno", uno dei suoi primi romanzi, dal sapore "austeniano" e ancora abbastanza convenzionale.


Ma ora veniamo a Orlando.
Non è il libro più celebre di Virginia, anzi mi è sempre parso un'opera minore. L'ho spesso sentito definire il libro simbolo della categoria LGBTI, e capisco che la natura sessualmente ambivalente del protagonista ben si prestasse allo scopo, ma in realtà questa definizione è alquanto riduttiva. Orlando è molto più di un libro nuovo e inaspettato per l'epoca in cui è stato scritto (il 1928): è un libro rivoluzionario anche per i nostri tempi, apparentemente così aperti e possibilisti e invece spesso ancora chiusi e basati su etichette e formalismo. Perché il protagonista omonimo, che nasce uomo ma poi diventa improvvisamente donna poco dopo l'adolescenza, non è solo-come giustamente evidenziato dall'interessante postfazione dell'edizione Feltrinelli- un giocoso ritratto di Vita Sackville West (scrittrice e nobildonna molto amata da Virginia), né solo il prototipo dello scrittore (Orlando, sia da uomo che da donna, non smette mai di scrivere), per sua natura androgino, né un semplice antesignano delle rivendicazioni dei transessuali. Certo, è tutte queste cose insieme, ma anche molto di più.
Perché in realtà Orlando è una persona libera, completa, realizzata nel suo continuo mutare e divenire altro, una persona che non si lascia ingabbiare da alcuna definizione. Insomma, un individuo come tutti dovremmo essere per vivere più rilassati e felici, anche nei rapporti interpersonali (soprattutto quelli uomo/donna! xD) Perché una persona come Orlando non può che vivere un amore straordinario con una persona a lei simile:

"Sei sicura di non essere un uomo?" le chiedeva ansioso, e lei gli faceva eco: "Possibile che non sei una donna?". E quindi dovevano verificarlo senza ulteriori indugi. Perché ciascuno dei due era tanto sorpreso della subitanea simpatia dell'altro, ed era per entrambi una tale rivelazione che una donna potesse essere tollerante e schietta come un uomo, e un uomo bizzarro e acuto come una donna, che dovevano mettere subito la cosa alla prova".

Solo una mente geniale e un po' folle come quella di Virginia poteva comprendere una verità così semplice perché si sa, noi comuni mortali tendiamo sempre a complicare tutto.
Come se non bastasse è anche un libro ironico e divertente, che prende in giro se stesso e il suo protagonista (soprattutto le sue velleità letterarie!). Chi pensasse a Virginia Woolf come a una scrittrice lenta e riflessiva non potrà che ricredersi leggendo Orlando, che tra l'altro vanta anche un pizzico di atmosfera fantasy (oltre a cambiare sesso, il/la protagonista attraversa senza battere ciglio quattro secoli: nato nel 1500, arriva al 1928!).
Non posso che consigliarvi di correre subito a leggerlo :D

Termino con una piccola curiosità: sapete che cosa unisce Virginia Woolf alla poetessa vittoriana Elizabeth Barrett Browning? 
Un cagnolino, Flush! ^^
Infatti al cane della poetessa Virginia ha dedicato un'altra piccola opera ironica e spumeggiante che non posso non consigliarvi di leggere, "Flush. Biografia di un cane", che ho citato anche nell'ultima biografia pubblicata con Flower-ed: "Vissi con le mie visioni. Vita di Elizabeth Barrett Browning". 


Visto che credo di non avervene mai parlato qui sul blog ne ho approfittato adesso! :D Se per caso lo leggete fatemi sapere cosa ne pensate ^^

A presto! :*

domenica 20 maggio 2018

"Doppio Stradivari", di Antonella Iuliano


Ciao a tutti! ^^

In questo periodo intenso e impegnativo (mi accingo a cambiare città, non esattamente una passeggiata per un bradipo abitudinario come me xD) mi sono immersa davvero con grande piacere nel terzo, nuovissimo romanzo di una scrittrice che conosco e stimo ormai da diversi anni: Antonella Iuliano. Si intitola "Doppio Stradivari" ed è una favola dai toni lievemente dark che scivola via in un soffio, complice il ritmo incalzante con cui ti avvolge fin dalla prima pagina.




Siamo in un castello alle porte di Vienna, di notte. La giovane Lena Reiter, nuova cameriera assunta dalla Contessa del Maniero, sta salendo timorosa le scale che portano a una torre isolata: dovrà consegnare un vassoio di cibo senza guardarsi intorno né parlare con nessuno. Ho iniziato il romanzo di notte e, complice la scrittura evocativa dell'autrice, ho sentito anch'io un brivido mentre accompagnavo Lena verso la sua misteriosa destinazione, che si rivela abitata da una ragazza con lunghi capelli neri e profondi occhi scuri.
Perché è rinchiusa lì? Quale terribile segreto nasconde la vita apparentemente irreprensibile della Contessa Von Grath?
Notte dopo notte, nell'adempiere il suo misterioso compito, Lena rimetterà pian piano insieme i pezzi di un puzzle inquietante, in cui i destini dei protagonisti sono strettamente legati a due violini diversi ma complementari, uno nero e uno bianco, realizzati da Stradivari in persona.

Dopo averci raccontato la storia di due fratelli nel suo primo romanzo, "Come petali sulla neve" (trovate la mia recensione qui), Antonella ci parla stavolta di due sorelle, diverse come diversi sono i violini che suonano: Katharina e Larissa. Alla loro storia, che con i suoi intrighi e misteri strizza l'occhio alle fiabe dei fratelli Grimm, si intrecciano il coraggio, la lealtà, l'amicizia e l'amore manifestati dai tanti comprimari della vicenda: non per ultima la cameriera Lena, emblema di temerarietà e devozione. 
Antonella Iuliano è una scrittrice d'altri tempi, ne sono sempre più convinta! La sua penna delicata e poetica dà ad ogni suo libro il sapore di un classico.
Se ancora non la conoscete vi consiglio di iniziare da "Charlotte-La storia della piccola Bronte", quello che per me è il suo libro più intenso e sentito (trovate la mia recensione qui): ma se siete alla ricerca di una fiaba gotica che vi catturi dall'inizio alla fine, "Doppio Stradivari" fa proprio al caso vostro.

Titolo: Doppio Stradivari
Autrice: Antonella Iuliano
Casa Editrice: Genesis Publishing
Prezzo cartaceo (disponibile su Amazon): 10,91 euro
Prezzo ebook (in tutti gli store online): 3,99 euro

Lo trovate qui.

A presto! :*

giovedì 17 maggio 2018

Classifiche nella brughiera #6 - I cinque migliori epistolari d'amore e amicizia


Ciao a tutti! :D

Era da un po' che non stilavo una classifica, e direi che dopo le coppie letterarie che amo e che odio di più non possono mancare anche delle coppie in "carne e ossa"!^^
La Letteratura è infatti davvero piena di splendide coppie di amanti o amici che hanno coltivato il loro intenso rapporto per via epistolare, e per fortuna o per loro volontà ne hanno lasciato una testimonianza a noi posteri.
Ammetto che quando leggo un epistolario autentico mi sento un pochino come chi spii dal buco della serratura la vita privata di altre persone, perché quegli scritti erano concepiti per gli occhi di un unico destinatario e appropriarsene sembra sempre un po' un'intrusione. Però in fondo se quelle lettere sono sopravvissute fino a noi, magari attraversando indenni molti secoli, qualcosa vorranno pur dirci. E i loro autori sicuramente saranno felici di rivivere attraverso le emozioni che le loro parole reciproche sanno suscitare in noi! ^^

So che ce ne sono tanti, ma eccovi la classifica dei miei preferiti tra quelli che ho già letto :D


5) Pietro Abelardo (1079-1142) ed Eloisa (1092 circa-1164)



Chi non li conosce, almeno di fama?
Sono forse la miglior versione realistica dell'amore contrastato di cui Romeo e Giulietta sono emblema letterario.
Pietro Abelardo era un religioso e filosofo di fama internazionale, Eloisa una giovane di intelligenza e cultura davvero non comuni all'epoca. Si conobbero e innamorarono quando lui fu designato precettore di lei, ebbero un figlio in segreto e provarono a sposarsi (sempre in segreto, poiché Abelardo era un religioso).
Ma un amore così contrastato non poteva che avere una fine tragica (e a tratti grottesca): i parenti di Eloisa infatti si vendicarono evirando Abelardo, e Eloisa fu mandata a trascorrere il resto dei suoi giorni in convento (un classico da cui hanno tratto spunto in seguito tutti i romanzi d'appendice).
Il loro epistolario è un concentrato di passione, teologia e filosofia, ma anche un amaro promemoria: perfino nelle storie d'amore più struggenti e romantiche c'è quasi sempre chi ama di più e chi  di meno. Se infatti Eloisa amava sinceramente Abelardo e continuò ad amarlo e stimarlo incondizionatamente (anche troppo, per i miei gusti...) fino alla fine, lui in seguito negò spudoratamente di aver mai provato qualcosa di serio per lei: solo le tentazioni della spregevole carne l'avevano spinto tra le sue braccia, e giustamente era stato punito nella carne per averle provate. E infatti parlò di quella storia in un'autobiografia dall'eloquente titolo "Storia delle mie disgrazie"...Oh, non so voi, ma io al posto di Eloisa mi sarei offesa a morte! E in effetti in alcune lettere ha anche lei il dente un po' avvelenato...ma d'altronde, per quanto sia in seguito divenuta badessa, era "una donna, non una santa" xD



Io ho letto l'epistolario diversi anni fa in edizione ebook, ma Feltrinelli di recente lo ha riproposto in una nuova, bellissima edizione <3

Tipo di relazione: amore filosoficamente tormentato.


4) Franz Kafka (1883-1924) e Milena Jesenskà (1896-1944)



"Tu sei per me il coltello con il quale frugo dentro me stesso".

Scommetto che questa frase non vi è nuova! Risulta infatti tra le frasi a effetto più citate, e ha ispirato anche il titolo di un romanzo dello scrittore israeliano David Grossman, "Che tu sia per me il coltello".
A pronunciarla però (o meglio a scriverla in una lettera), fu il celebre scrittore ceco Franz Kafka (1883-1924) autore di numerosi capolavori simbolo della narrativa "inquieta" del '900, tra cui il celebre racconto La Metamorfosi. 
Anche nel loro caso "galeotto fu un libro": infatti si conobbero perché Milena, imbattutasi in un racconto di Kafka, gli scrisse per ottenere l'autorizzazione a tradurlo. Da lì iniziò tra i due una relazione prevalentemente epistolare, punteggiata da pochissimi incontri e poi terminata, perché Milena era sposata e non voleva lasciare il marito.
Del loro legame, intenso ma molto più "letterario" di quello tra Abelardo ed Eloisa, ci resta lo splendido epistolario che potete trovare in una nuovissima edizione Mondadori.
Tristissima fu purtroppo la fine di Milena, morta in un campo di concentramento nazista a causa di una malattia, dopo aver a più riprese risollevato lo spirito delle altre prigioniere con la sua forza e il suo carattere non comuni, che Kafka amava e ammirava in lei.

Tipo di relazione: amore intellettualmente struggente






3) Francesco di Sales (1567-1622) e Giovanna di Chantal (1572-1641)



Come forse avrete intuito dall'immagine-santino, la prossima coppia di cui vi parlo è una coppia di santi, santi che furono anche amici. Sì, perché di solito quando si pensa ai santi si immaginano persone algide, magari già in vita chiuse in una teca di vetro a farsi venerare dai fedeli...ebbene, non è così! Anche i santi venerati dalla Chiesa Cattolica erano esseri umani, che intessevano sovente profondi legami di amicizia anche con persone del sesso opposto (alla faccia di chi dice che l'amicizia tra uomo e donna non esiste).
Impossibile parlare qui in modo esaustivo di chi fossero questi due giganti della spiritualità: vi dirò pertanto solo che Francesco, per le sue grandi doti comunicative e di accompagnamento spirituale, è considerato il patrono dei giornalisti, e Giovanna era così celebre ai suoi tempi da aver inaugurato in Francia la tradizione di imporre il nome "Chantal" alle bambine :D
Per saperne di più su di loro ed essere sicuramente conquistati, come me, da un legame molto umano e al contempo molto spirituale, vi consiglio caldamente di leggere il loro epistolario, "Lettere di amicizia spirituale", edito dalle Paoline.




"Dio mi diede un grande amore al vostro spirito; e quando mi vi manifestaste in un modo più particolare, si creò, fra la mia anima e la vostra, un legame d’affetto molto più stretto, che m’indusse a scrivervi che Dio mi aveva dato a voi, pensando che non si potesse più aggiungere nulla all'affetto che sentivo nel mio spirito, specialmente quando pregavo per voi". 


2) Giordano di Sassonia ( 1190-1237) e Diana degli Andalò (1201-1236)







Molto simile a quella tra Francesco e Giovanna è la forte amicizia che legava un frate e una suora, entrambi dell'Ordine religioso domenicano, vissuti nel 1200. 
Le loro lettere, per quanto poche e piuttosto brevi, traboccano di affetto e comune visione di intenti, sicuramente accentuati dal fatto di far parte di nuovo ordine religioso agli albori (Giordano era il primo successore di San Domenico, il fondatore dell'Ordine, e Diana, donna di nobile famiglia, fu tra le prime donne a sposarne il progetto quasi visionario).
Sono affettivamente legata a questo epistolario intitolato "Santità e amicizia" e edito dalle Edizioni Studio Domenicano, anche perché mi ricorda un periodo bellissimo della mia vita, e vorrei davvero che fosse più conosciuto! Storie così belle, che ci parlano anche a distanza di otto secoli, fanno davvero bene al cuore <3




Tipo di relazione: in entrambi i casi, amicizia spirituale


1) Elizabeth Barrett (1806-1861) e Robert Browning (1812-1889) 



Dopo due amori tormentati e due belle storie d'amicizia torniamo a una storia d'amore, finalmente a lieto fine: anzi per me la più bella storia d'amore mai esistita (nella realtà, quelle dei romanzi non contano! xD)
I due protagonisti furono, non a caso, due poeti: Elizabeth Barrett e Robert Browning, vissuti nel 1800. Racconterò nel dettaglio la loro storia appassionante e anticonvenzionale nella terza biografia che pubblicherò con la casa editrice Flower-ed, "Vissi con le mie visioni", in uscita il 28 maggio 2018 :D
Ma consiglio caldamente la lettura del loro epistolario, pubblicato in italiano da Archinto con il titolo "D'amore e di poesia", che copre solo un anno della loro vita (inizia nel 1845 con la loro conoscenza e termina nel 1846 con il matrimonio...da allora non si scrissero più semplicemente perché si sposarono e rimasero per sempre uniti *_*) ma è tra i più intensi che si possano leggere...non esagero se vi dico che ha cambiato per sempre la mia visione dell'amore. Credevo che storie simili fossero esistite solo nei romanzi di Jane Austen e delle sorelle Bronte e invece...il vero amore esiste, yeah! xD
Elizabeth Barrett lo ha trovato a 40 anni, dopo aver trascorso quasi tutta la vita chiusa in casa, a letto, semi-invalida... con la sola compagnia delle sue visioni poetiche. Insomma, se proprio cercate l'anima gemella e state iniziando a credere che la vostra anima sia figlia unica, non vi arrendete: c'è speranza proprio per tutti! xD




E voi avete letto qualche epistolario interessante tra amici o innamorati? Se sì segnalatemelo, li adoro <3 A presto :*

lunedì 23 aprile 2018

"La società letteraria di Guernsey", di Mary Ann Shaffer


Ciao a tutti! :D

Quale giorno migliore della Giornata mondiale del libro per parlarvi di un romanzo che parla...di libri? :D 
Lo conosco da tanti anni, ma che non mi ero mai decisa a leggerlo perché, distratta come sono, non ne avevo mai approfondito la trama e mi ero convinta che si trattasse di qualcosa di completamente diverso da quello che poi si è rivelato. Ma negli ultimi mesi, complice l'imminente uscita del film con Lily James (attrice che sto apprezzando molto per i ruoli prevalentemente storico-fantastici che sta interpretando) e la pubblicazione di una nuova edizione del libro, mi sono finalmente decisa a dargli una possibilità e ne sono rimasta piacevolmente colpita *_*

L'autrice è Mary Ann Shaffer (1934-2008) e il titolo originale dell'opera è "The Guernsey Literary and Poteto Peel Pie Society", ma in italiano ci sono due versioni differenti: la prima è quella della Sonzogno, rinominata con il più modesto titolo "La società Letteraria di Guernsey"; la versione più recente invece è stata pubblicata da Astoria e ha il più fedele titolo di "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey".
Io l'ho letto nell'edizione Sonzogno che già possedevo e non mi sembra ci siano significative differenze tra le due versioni, quindi potete scegliere tranquillamente quella che vi ispira/conviene di più, tenendo però presente che la versione Sonzogno è ormai disponibile solo in ebook a 4,99 euro (a meno che non reperiate un copia usata), mentre la versione Astoria la trovate sia in cartaceo a 17 euro sia in ebook a 9,99 euro.
Dopo le info tecniche, passiamo alla trama! :D 




Siamo nel 1946: la seconda guerra mondiale è terminata da poco, e l'Europa giace sotto le macerie.
La scrittrice trentaduenne Juliet Ashton ha finalmente raggiunto il successo e cerca l'ispirazione per  scrivere un secondo libro, quando viene contattata da un abitante dell'isola di Guernsey, una delle isole del Canale della Manica occupate dai tedeschi durante la guerra, e scopre l'affascinante storia della "Società del libro e della torta di patate di Guernsey": nata essenzialmente come copertura per riunirsi all'insaputa degli invasori, la Società stuzzica la curiosità di Juliet, che inizia a intrattenere una fitta corrispondenza con i suoi membri fino a farsi attivamente coinvolgere nelle loro vite...


Scritto in forma epistolare (una modalità che non ho mai amato molto ma che, devo dire, si addice a questa storia), è un romanzo davvero piacevole, originale (sarò inguaribilmente ingenua ma l'autrice è riuscita a fregarmi a un certo punto!) e sfacciatamente letterario! Ho adorato i riferimenti a Jane Austen, Oscar Wilde e le sorelle Bronte, che l'autrice doveva amare davvero molto. 
Direi che è uno dei pochi libri che riescono a parlare della seconda guerra mondiale con levità e anche delicato umorismo, pur senza risparmiarne gli orrori. Juliet poi è una protagonista straordinariamente moderna in cui mi sono identificata molto, anche perché quasi mia coetanea e dai gusti letterari simili ai miei *_*
Ora sono curiosissima di vedere il film, che spero non mi deluda! Ma a giudicare dal trailer non dovrebbe! *_* In fondo è già un libro dalla trama spiccatamente cinematografica, e mi chiedo perché nessun regista ci abbia pensato prima.
Chi ama i libri che parlano di libri e scrittori, ma non in modo esclusivo e accentratore, non deve assolutamente perderselo!

sabato 21 aprile 2018

"Tre giorni d'inverno", di Serena Vis



Ciao a tutti! :D

Oggi torno dopo tantissimo tempo a fare un'incursione tra i romanzi contemporanei, per parlarvi di un romanzo che è stato pubblicato da pochissimo ma mi ha incuriosita subito: "Tre giorni d'inverno", di Serena Vis!





 Trama:

"Giulia si è appena trasferita in un paese collinare in provincia di Piacenza, ha da poco ristrutturato una vecchia casa in stile Liberty e può egregiamente vivere del suo lavoro di scrittrice grazie al successo ottenuto con il primo romanzo. Si è appena lasciata alle spalle una relazione instabile, fredda e vuota come una pagina bianca e l’unico desiderio che ha è quello di ricominciare da zero, ripartendo proprio da se stessa. Ma ha bisogni di mettersi alla prova.
L’occasione le si presenta in un pomeriggio gelido, mentre porta a spasso il cane della vicina. Lì, tra la boscaglia, incontra Chris, musicista di una nota band nazionale.
A causa di un guasto alla macchina, e a un imbarazzante incidente di percorso, Giulia si sente in dovere di aiutarlo, però è venerdì pomeriggio, il crepuscolo incombe e il meccanico più vicino si trova a fondo valle.
Giulia è consapevole della propria follia, ma spinta dall’istinto decide di ospitarlo a casa propria. Che male potrebbe farle, in fondo? Lo conosce da quando aveva sedici anni… E poi Chris ha quella luce negli occhi, quella che sa di sconfitta, di lotta interiore, di aspettativa disillusa. Vuole aiutarlo.
Trascorrono un’amichevole serata insieme e, poco prima che la notte scenda, Chris si ritrova a rubarle un bacio nella confortevole biblioteca della casa, mentre all’esterno infuria la bufera.
Basteranno tre giorni per innamorarsi, per far luce su se stessi? E cosa nasconde il famoso cantate tanto da essere stato indotto a fuggire dalla band, ad aver lasciato incompleto l’ultimo album?
Vivono intensamente l’amore che nasce, l’attrazione che divampa. Insieme stanno bene, si appagano, sono felici. Due anime che si sono ritrovate per consolarsi, per cicatrizzarsi le ferite a vicenda senza pretendere nulla in cambio perché niente è per sempre e lo sanno. Soprattutto quando dovranno dirsi addio".


Recensione

Conosco da un po' Serena Vis, visto che è tra i più assidui frequentatori di quest'angolino di brughiera virtuale che mi sono ritagliata *_* Non sapevo fosse anche una scrittrice, e quindi, doppiamente incuriosita dal suo romanzo e dalla nuova collana in cui è inserito (la Literary Romance), mi sono subito fiondata a leggerlo, anche attratta dalla copertina evocativa con cui si presenta.
Che dire? 
Per quanto del tutto originale nella trama e con una protagonista che non potrà non far scattare l'immedesimazione in qualsiasi accanito lettore (ho invidiato la sua casa, isolata e piena di libri, con tutta l'anima! xD) è comunque un romanzo di genere romance: e, come chi mi conosce bene sa, i romance non sono affatto il mio genere preferito, anzi ne leggo veramente di rado! Eppure il libro di Serena mi è piaciuto davvero molto, e in questi giorni dopo averlo finito mi sono chiesta perché.
Sarà perché mi ha coccolata e riscaldata dentro come una calda coperta in una sera d'inverno, quando fuori infuria una tempesta di neve come quella che "intrappola" in casa Giulia e Chris, spingendoli a "trovarsi" e scoprirsi. Sarà perché è delicato e cesellato come un minuscolo, perfetto fiocco di neve. Oppure perché ho avvertito nell'autrice uno di quegli "spiriti affini" che ormai mi basta una frase per riconoscere:

"Per quanto cercasse di spiegare alle persone che aveva intorno la sua realtà, queste non riuscivano mai a capirla; per loro ne esisteva solo una alla quale era necessario adeguarsi, con emozioni proporzionate e ben regolate, che non costituissero un turbamento. Al contrario, Giulia vedeva le cose diversamente: non esisteva una sola realtà, ma tante quante le persone che abitano il mondo, ciascuna con le proprie autentiche emozioni".

Lo consiglio a chiunque senta il bisogno di una dolce pausa dalla realtà <3

A presto! :*

venerdì 23 marzo 2018

"Il prigioniero felice", di Monica Dickens


Ciao a tutti! :D

Essendo appena uscita da un periodo piuttosto impegnativo avevo voglia di "andare sul sicuro" con le letture, di leggere cioè un autore (o meglio, in questo caso un'autrice xD) che non mi deludesse e che potesse intrattenermi con quel misto di ironia, leggerezza e profondità che è la chiave di volta perché uno scrittore entri nella rosa dei miei preferiti di sempre...e siccome ho ormai letto tutto di Elizabeth von Arnim, la mia favorita nella categoria, mi sono buttata su una delle sue "parenti" più strette: la spassosissima Monica Dickens, di cui ho letto il romanzo "Il prigioniero felice" pubblicato da Elliot Edizioni! ^^



In realtà, seppur non realmente imparentata con la von Arnim (cui però è secondo me molto affine nello stile e nei temi), Monica ha davvero un parente famoso: come si intuisce dal cognome è infatti la pronipote del grande Charles Dickens, di cui ha indubbiamente ereditato l'ironia (anche se per fortuna non una certa verbosità, che tuttavia a Charles perdono giusto perché è "inimitabile" xD)
Questo è il primo vero romanzo che leggo di quest'autrice, perché gli altri due erano (seppur piuttosto romanzati) due libri autobiografici: Su e giù per le scale (di cui trovate la recensione qui) raccontava l'esperienza di Monica come cameriera, mentre Su e giù per le corsie (la mia recensione è qui) la vedeva nei panni di un'infermiera durante la guerra. Mi mancano ancora "Il mio turno per il tè", sempre pubblicato da Elliot, in cui racconta la sua esperienza come giornalista (ma quanti mestieri avrà svolto nella sua vita?? xD)  e il romanzo "Quando soffia il vento" pubblicato da Astoria.
Per ora purtroppo disponiamo solo di questi titoli, spero tuttavia che siano tradotte al più presto in italiano anche tutte le altre opere che non abbiamo ancora *_*

Doveva essere proprio simpatica come appare nei suoi libri! :D 


Ma veniamo a questo romanzo :D La copertina non potrebbe essere più azzeccata: il paesaggio sullo sfondo è infatti ritratto attraverso le grate di una finestra: e proprio attraverso una finestra guarda il mondo Oliver, trentenne reduce di guerra che è rimasto privo di una gamba e debole di cuore.
Con il protagonista immobilizzato a letto ci si prospetterebbe un romanzo alquanto noioso...ma non con una famiglia come quella di Oliver! Con una madre ansiosa, due sorelle diversissime tra loro che non fanno altro che litigare, vicini pettegoli, nipotini rumorosi e chi più ne ha più ne metta, Oliver vede comunque il mondo intero passare davanti al letto in cui è confinato. E chissà che non lo raggiunga perfino l'amore...
Una Monica Dickens meno spassosa di quella dei romanzi autobiografici ma sempre molto ironica, ha imbastito una commedia gradevolissima, che intreccia veri e propri drammi personali e familiari (trattati sempre con leggerezza) a siparietti comici che non hanno nulla da invidiare a quelli dell'illustre bisnonno. Personaggio per me indimenticabile Violet, una delle sorelle di Oliver, che si comporta come un garzone di stalla: ho adorato tutte le scene in cui appare! E le riflessioni sul matrimonio sono incredibilmente lucide e moderne *_*
Leggendo questo romanzo subito dopo "Su e giù per le scale", ambientato prima della seconda guerra mondiale, si tocca con mano come quel disastroso evento sia stato un vero e proprio spartiacque tra il passato e il presente: pur essendo scritte dalla stessa autrice sembra siano opere di due epoche diverse!

Insomma, pur non essendo particolarmente ricco di avvenimenti, questo romanzo è estremamente piacevole e godibile: lo consiglio per una raffinata pausa umoristica tra letture più impegnative!


Titolo: Il prigioniero felice
Autrice: Monica Dickens
Casa Editrice: Elliot Edizioni
N. Pagine: 317
Prezzo: 17,50 euro
Ebook: 11,99 euro

A presto! :*